Inflazione

(aggiornato il 22 maggio  2022)

Fonte: Elaborazioni su dati Istat

L’analisi dei contributi permette di scomporre l’inflazione nelle sue componenti. La variazione tendenziale degli indici dei prezzi al consumo,  è uguale alla somma dei contributo di ogni singolo prodotto, il cui peso dipende dalla importanza relativa sulla spesa per consumi delle famiglie.

Aprile 2022

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202204_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202204_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202204_prezzi3

Battuta d’arresto per l’inflazione che dopo il picco di marzo (6,5%) ridiscende al 6%  per gli interventi di contenimento sui prezzi dei prodotti energetici messi in atto dal Governo. Si riduce il divario con la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici), che sale a +2,4%.
Scendono i contributi positivi (6,52%) mentre restano quasi stabili quelli negativi  (-0,56%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 3,3 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta della luce (1,36 punti), del gas (1,15), carburanti (0,79). Crescono anche i prezzi dei voli aerei europei e del pollame.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alla quota fissa dell’energia elettrica che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema, ai prodotti tecnologici, ai pacchetti vacanza e ad alcune tipologie di trasporto.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+3,3%), alimentari e bevande (+1,2%), servizi (+0,9%),
  altri beni (+0,6%), automobili (+0,2%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,2%).

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Marzo 2022

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202203_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202203_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202203_prezzi3

Ancora in salita l’inflazione dal 5,7% di febbraio al 6,5% di marzo (il valore più alto da luglio 1991) per le forti tensioni sui prezzi dei prodotti energetici. Aumenta il divario con la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici), che resta a un livello ben più moderato (+1,9%).
Aumentano i contributi positivi (6,98%) mentre restano quasi stabili quelli negativi  (-0,52%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 4,2 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta della luce (1,58 punti), del gas (1,35), carburanti (1,27). Crescono anche i prezzi degli alberghi, manutenzione e riparazione auto, consegna dei cibi a domicilio.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai prodotti tecnologici, ad alcune tipologie di trasporto e alla quota fissa dell’energia elettrica, che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+4,2%), alimentari e bevande (+1,1%), servizi (+0,8%),
  altri beni (+0,5%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,2%).

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Febbraio 2022

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202202_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202202_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202202_prezzi3

Schizza alle stelle l’inflazione dal 4,8% di gennaio al 5,7% di febbraio (un valore che non ha precedenti dalla seconda metà degli anni ’90) per le forti tensioni sui prezzi dei prodotti energetici. Aumenta il divario con la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici), che resta a un livello ben più moderato (+1,7%).
Aumentano i contributi positivi (6,2%) mentre restano quasi stabili quelli negativi  (-0,46%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 3,8 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta della luce (1,57 punti), del gas (1,27), carburanti (0,92). Crescono anche i prezzi degli alberghi, consegna dei cibi a domicilio, lezioni di scuola guida.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai prodotti tecnologici e alla quota fissa dell’energia elettrica, che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+3,8%), alimentari e bevande (+0,9%), servizi (+0,8%),
  altri beni (+0,3%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,2%).

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Gennaio 2022

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202201_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202201_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202201_prezzi3

Forte rialzo dell’inflazione che passa dal 3,9% di dicembre 2021 al 4,8% di gennaio (un valore che non ha precedenti dalla seconda metà degli anni ’90) per le forti tensioni sui prezzi dei prodotti energetici. Aumenta il divario con la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici), che resta a un livello ben più moderato (+1,5%).
Aumentano i contributi positivi (5,32%) mentre restano quasi stabili quelli negativi  (-0,48%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 3,2 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta della luce (1,3 punti), del gas (1,15), carburanti (0,75). Crescono anche i prezzi degli alberghi, consegna dei cibi a domicilio, lezioni di scuola guida.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai prodotti tecnologici e alla quota fissa dell’energia elettrica, che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+3,2%), servizi (+0,8%),
  alimentari e bevande (+0,7%), altri beni (+0,2%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,2%).

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Media 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202112_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202112_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202112_prezzi3b

Il rincaro dei prodotti energetici ha causato un rimbalzo dell’inflazione nel 2021 (+1,9%), dopo il valore negativo del 2020 causato dal lockdown (-0,2%). La componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) è positiva (+0,8%), ma comunque lontana dal 2% che rappresenta il target di crescita annuale dei prezzi della Bce. Rispetto al 2019 crescono da 1,07 a 2,27 i contributi positivi  e si riducono da -1,22 a -0,41 quelli negativi.
In aumento i prezzi di carburanti e bollette luce e gas, ma anche
servizi bancari, consegna cibi a domicilio, manutenzione auto.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai beni tecnologici, iscrizione all’università, alberghi, voli aerei e assicurazione auto.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli Energetici (+1,2%),  i Servizi (+0,5%),  gli Alimentari, Auto e moto, Altri beni (+0,1%). L’unico contributo negativo è ascrivibile ai prodotti tecnologici (-0,1%).
In prospettiva, l’effetto di trascinamento sul 2022 è di +1,8%, ma il caro energia è destinato a far sentire i suoi effetti, nei mesi a venire, sui prezzi di tutte le componenti dell’inflazione.

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Novembre 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202111_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202111_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202111_prezzi3

A novembre, l’inflazione cresce di 0,6 punti percentuali arrivando al 3,7% (il valore più alto da ottobre 2008), mentre la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) resta a un livello ben più moderato (+1,3%). La differenza è dovuta al forte aumento dei prezzi degli energetici, che inizia a trasferirsi anche sui servizi.
Aumentano i contributi positivi (4,17%) mentre restano stabili quelli negativi  (-0,48%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 2,5 punti alla componente energetica e in particolar modo alle benzine (0,9), bolletta del gas (0,8), luce (0,8). Crescono anche i prezzi dei voli aerei europei, la consegna dei cibi a domicilio, le lezioni di scuola guida.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai prodotti tecnologici e alla quota fissa dell’energia elettrica, che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+2,5%), servizi (+0,7%),
  alimentari e bevande (+0,3%), altri beni (+0,2%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,2%).

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Ottobre 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202110_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202110_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202110_prezzi3

Ad ottobre, l’inflazione cresce di un altro mezzo punto percentuale arrivando al 3% (il valore più alto da ottobre 2012), mentre la  componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) resta a un livello ben più moderato (+1,1%). La differenza è dovuta al forte aumento dei prezzi degli energetici, che inizia a trasferirsi anche sui servizi.
Aumentano i contributi positivi (3,52%) ma anche quelli negativi  (-0,49%),  per la diminuzione dei prezzi del mercato libero dell’energia elettrica.
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 2,1 punti alla componente energetica e in particolar modo alle benzine (0,9), bolletta del gas (0,8), luce (0,4). Crescono anche la consegna dei cibi a domicilio, la manutenzione dell’automobile e le visite mediche specialistiche private.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero dell’energia elettrica che secondo le rilevazioni ufficiali è diminuito di oltre il 10%, come pure la quota fissa che usufruisce dell’intervento governativo sugli oneri di sistema.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+2,1%), servizi (+0,6%),
  alimentari e bevande (+0,2%), altri beni(+0,1%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Settembre 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202109_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202109_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202109_prezzi3

A settembre, l’inflazione balza al 2,5% (il valore più alto da dicembre 2012), ma cresce a +1% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). La differenza è dovuta al forte aumento dei prezzi degli energetici, che inizia a trasferirsi anche sui servizi.
Aumentano i contributi positivi (2,94%) e al tempo stesso si riducono quelli negativi  (-0,37%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 1,6 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta del gas (0,6), benzine (0,6), luce (0,3). Crescono anche la consegna dei cibi a domicilio, i servizi bancari, la manutenzione dell’automobile.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente a istruzione universitaria, telefoni cellulari,  assicurazione auto.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+1,6%), servizi (+0,6%),
  alimentari e bevande (+0,2%), altri beni(+0,1%), automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Agosto 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202108_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202108_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202108_prezzi3

Ad agosto, l’inflazione si assesta a 2% (il valore più alto da febbraio 2013), mentre resta bloccata a +0,6% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). La differenza è dovuta al forte aumento dei prezzi degli energetici, che al momento non si sta trasferendo in maniera generalizzata sugli altri beni e servizi.
Aumentano i contributi positivi (2,64%) e al tempo stesso si riducono quelli negativi  (-0,57%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 1,6 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta del gas (0,6), benzine (0,6), luce (0,3). Crescono anche la consegna dei cibi a domicilio, i servizi bancari, i servizi medici.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente a voli aerei, telefoni cellulari, istruzione universitaria, strutture ricettive.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+1,6%), servizi (+0,3%),
  alimentari e bevande (+0,1%), altri beni(+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Luglio 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202107_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202107_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202107_prezzi3

A luglio, l’inflazione balza a +1,9% staccando a +0,6% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). La differenza è dovuta al forte aumento dei prezzi degli energetici, che al momento non si sta trasferendo in maniera generalizzata sugli altri beni e servizi.
Aumentano i contributi positivi (2,53%) e al tempo stesso si riducono quelli negativi  (-0,66%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto per 1,5 punti alla componente energetica e in particolar modo alla bolletta del gas (0,6), benzine (0,6), luce (0,3). Crescono anche i servizi bancari, la consegna dei cibi a domicilio, i servizi medici.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente a voli aerei, telefoni cellulari, istruzione universitaria, strutture ricettive.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+1,5%), i servizi (+0,3%),
  gli altri beni(+0,1%) e le automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Giugno 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202106_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202106_prezzi2b

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202106_prezzi3

A giugno, l’inflazione resta a +1,3% mentre la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) risale a +0,3%. Si conferma, quindi, che la tensione sui prezzi al consumo è di portata limitata, in quanto l’aumento dei prezzi degli energetici non si sta trasferendo in maniera generalizzata sugli altri beni e servizi.
Stabili i contributi positivi (2,13%), mentre si riducono lievemente quelli negativi  (-0,81%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto soprattutto alla componente energetica, che dopo le forti diminuzioni dello scorso anno, torna ai livelli del 2019.
In aumento i prezzi di benzine
, bollette del gas ed elettricità, servizi bancari. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente a voli aerei, strutture ricettive, telefoni cellulari, istruzione universitaria.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli energetici (+1,1%), i servizi (+0,2%),
  gli altri beni(+0,1%) e le automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i beni alimentari e bevande (-0,1%) e i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Maggio 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202105_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202105_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202105_prezzi3

Nonostante una variazione congiunturale nulla dei prezzi al consumo, l’inflazione sale a (+1,3%)  mentre la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) scende ancora (+0,2%). Al momento, quindi, l’aumento dei prezzi degli energetici non si sta trasferendo in maniera generalizzata sugli altri beni e servizi. Aumentano i contributi positivi (2,19%), e in misura inferiore anche quelli negativi  (-0,96%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto soprattutto alla componente energetica, che dopo le forti diminuzioni dello scorso anno, torna ai livelli di metà 2019.
In aumento i prezzi di benzine
, bollette del gas ed elettricità, servizi ferroviari e bancari. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle strutture ricettive, voli aerei, telefoni cellulari, istruzione universitaria.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli Energetici (+1,1%), i Servizi (+0,2%),
  gli Altri beni(+0,1%) e le Automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i beni alimentari e bevande (-0,1%) e i prodotti tecnologici (-0,1%).

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Aprile 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202104_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202104_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202104_prezzi3

L’inflazione sale a (+1,1%)  sorpassando la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) scesa a 0,3%. Aumentano i contributi positivi (1,91%), e in misura inferiore anche quelli negativi  (-0,85%).
L’aumento dell’inflazione è dovuto soprattutto alla componente energetica, che dopo le forti diminuzioni dello scorso anno, tornano al livello di fine 2019.
In aumento i prezzi di benzine
, bollette del gas ed elettricità, servizi ferroviari e bancari. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai voli aerei, strutture ricettive, telefoni cellulari, istruzione universitaria.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione gli Energetici (+0,8%), i Servizi (+0,2%),
  gli Altri beni(+0,1%) e le Automobili (+0,1%), mentre la raffreddano i beni alimentari e bevande (-0,1%).

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Marzo 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202103_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202103_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202103_prezzi3

L’inflazione sale a (+0,8%)  ed uguaglia la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). Stabili i contributi positivi (1,26%),  mentre si riducono soprattutto quelli negativi  (-0,52%) e, in particolare, gli energetici che cambiano di segno.
In aumento i prezzi dei
trasporti ferroviari, benzina, servizi bancari, personal computer,  voli aerei intercontinentali, beni di lusso,  acquisto e manutenzione auto, servizi medici. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alla bolletta del gas, telefoni cellulari, istruzione universitaria.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione i Servizi (+0,5%),
gli Energetici (+0,1%), gli Altri beni(+0,1%) e le Automobili (+0,1%).

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Febbraio 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202102_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202102_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202102_prezzi3

Aumenta ancora l’inflazione (+0,6%)  e risale a +0,9% anche  la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). Stabili i contributi positivi (1,23%) ma si riducono soprattutto quelli negativi  (-0,67%) e, in particolare, gli energetici.
In aumento i prezzi dei
servizi bancari, trasporti ferroviari,  personal computer,  sigarette, beni di lusso,  acquisto e manutenzione auto,
servizi medici. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, bolletta del gas, voli aerei, telefoni cellulari.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione i Servizi (+0,5%),
gli Alimentari (+0,1%), gli Altri beni(+0,1%) e le Automobili (+0,1%). Negativo il contributo dei prodotti energetici (-0,3%).

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Gennaio 2021

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionalevalori percentuali
202101_prezzi1
(*) Core inflation = variazione dell’indice dei prezzi al consumo al netto dei prodotti energetici e dei beni alimentari non trasformati
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodottovalori percentuali
202101_prezzi2

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodottovalori percentuali
202101_prezzi3

Torna a crescere l’inflazione (+0,4%) dopo 8 mesi in negativo e risale a +0,8% anche  la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici). Aumentano i contributi positivi (1,25%) ma si riducono soprattutto quelli negativi  (-0,91%) e, in particolare, gli energetici.
In aumento i prezzi dei
servizi bancari, trasporti ferroviari,  personal computer,  sigarette, beni di lusso,  acquisto e manutenzione auto,
servizi medici. Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, bollette del gas ed elettricità, voli aerei, telefoni cellulari.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione i Servizi (+0,4%),
gli Alimentari (+0,2%), gli Altri beni(+0,1%) e le Automobili (+0,1%). Negativo il contributo dei prodotti energetici (-0,4%).


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Inflazione – anno 2020

Inflazione – anno 2019

Inflazione – anno 2018

Inflazione – anno 2017

Inflazione – anno 2016

Inflazione – anno 2015

Inflazione – anno 2014

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