(aggiornato il 19 gennaio 2026)
Fonte: Elaborazioni su dati Istat
L’analisi dei contributi permette di scomporre l’inflazione nelle sue componenti. La variazione tendenziale degli indici dei prezzi al consumo, è uguale alla somma dei contributo di ogni singolo prodotto, il cui peso dipende dalla importanza relativa sulla spesa per consumi delle famiglie.
Media 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

Nel 2025 i prezzi al consumo sono cresciuti del 1,5%, rispetto al 1% dello scorso anno. L’aumento appare fisiologico e determinato dall’oscillazione dei prezzi dei prodotti energetici.
Il cosiddetto “carrello della spesa” ha fatto segnare un +2,4% (era il 2% nel 2024). La dinamica più accentuata dei prezzi dei generi di prima necessità ha continuato a penalizzare maggiormente le famiglie meno abbienti, che hanno sopportato un’inflazione superiore alla media.
La componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) è scesa al 1,9%, rispettando il target di crescita annuale tollerato dalla Bce, che difatti ha proseguito a ribassare nel 2025 il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, dal 3,15% di inizio anno al 2,15% in vigore dal 11 giugno.
A fine anno l’andamento tendenziale per l’inflazione (+1,2%), la componente di fondo (+1,7%) e il carrello della spesa (+1,9%), non mostrano particolari segnali di tensione sui prezzi al consumo. Rispetto al 2024 risultano stabili a 2,34 i contributi positivi, mentre quelli negativi si riducono da -1,41 a -0,83.
Il maggiore contributo all’inflazione nel 2025 è dovuto agli affitii delle abitazioni, il caffè e la manutenzione auto, ma sono cresciuti anche i prezzi dei servizi di alloggio e ristorazione, i prodotti di lusso, le sigarette e alcune voci della bolletta della luce.
Come lo scorso anno, il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero di luce e gas, carburanti per autotrazione e beni tecnologici.
Tra i raggruppamenti di prodotti, contribuiscono all’inflazione i Servizi (+1,1%), i generi alimentari (+0,6%) e gli Altri beni (+0,2%), mentre la raffreddano gli Energetici (-0,2%) e i beni Tecnologici (-0,2%).
Le prospettive per il 2026 sono buone: l’effetto di trascinamento è nullo e non si intravedono al momento tensioni sui prezzi energetici, così che non trovano giustificazione alcuna, ulteriori rincari di servizi e generi alimentari.
###################################################
Novembre 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

Rallenta anche a novembre l’inflazione da +1,2% a +1,1%, come anche la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) che si riduce a +1,7%.
Scendono i contributi positivi (2,16%), come anche quelli negativi (-1,13%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 1,5% in più di ottobre dello scorso anno, in calo di 0,6% nell’ultimo mese .
Gli affitti delle abitazioni guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, insieme ai prodotti del lusso, riparazioni auto,
caffè, alberghi e ristorazione, carne, sigarette e servizi bancari.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero di energia elettrica e gas, i prodotti tecnologici, l’olio di oliva, le benzine, i voli aerei e i pomodori.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1%) e poi alimentari e bevande (+0,4%), altri beni (+0,2%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,4%) e a quelli tecnologici (-0,1%).
###################################################
Ottobre 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

Rallenta a ottobre l’inflazione da +1,6% a +1,2%, mentre resta più o meno stabile a +1,9% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici).
Scendono i contributi positivi (2,25%) molto più di quelli negativi (-1,04%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2,1% in più di settembre dello scorso anno, in calo di un punto in un solo mese .
I prezzi degli alberghi guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, insieme agli affitti, prodotti del lusso, caffè, riparazioni auto, ristoranti e pizzerie, sigarette, carne e servizi bancari.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero di energia elettrica e gas, i prodotti tecnologici, l’olio di oliva e le benzine.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,1%) e poi alimentari e bevande (+0,5%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,5%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Settembre 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione è stabile a +1,6% mentre scende a +2% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici).
Stabili sia i contributi positivi (2,56%) che quelli negativi (-0,96%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 3,1% in più di settembre dello scorso anno, per la prima volta in calo nel 2025.
I prezzi degli alberghi guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, insieme agli affitti, caffè, riparazioni auto, prodotti del lusso, ristoranti, sigarette e servizi bancari.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero di energia elettrica e gas, i prodotti tecnologici, l’olio di oliva e le benzine.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,2%) e poi alimentari e bevande (+0,7%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,4%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Agosto 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione scende a +1,6% mentre risale a +2,1% la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici).
Stabili i contributi positivi (2,54%), ma aumentano quelli negativi (-1,03%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 3,4% in più di agosto dello scorso anno, ancora in aumento.
Gli affitti delle abitazioni guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, insieme ai prezzi del caffè, seguono le riparazioni auto, i prodotti del lusso, ristoranti e alberghi, sigarette e servizi bancari.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente al mercato libero di energia elettrica e gas, le benzine, i prodotti tecnologici e l’olio di oliva.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,2%) e poi alimentari e bevande (+0,8%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,5%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Luglio 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione resta a +1,7% ed è stabile a +2% anche la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici).
Diminuiscono i contributi positivi (2,52%), come pure quelli negativi (-0,93%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 3,2% in più di luglio dello scorso anno, ancora in aumento.
Gli affitti delle abitazioni guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguiti da caffè, riparazioni auto, prodotti del lusso, ristoranti, servizi bancari e sigarette.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, il mercato libero dell’energia elettrica e del gas, i prodotti tecnologici e l’olio di oliva.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,2%) e poi alimentari e bevande (+0,7%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,3%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Giugno 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione risale marginalmente a +1,7%, come anche la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) che sale a +2%.
Aumentano i contributi positivi (2,68%), mentre restano stabili quelli negativi (-1,03%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2,8% in più di giugno dello scorso anno, anch’esso in lieve crescita.
Alcune componenti della bolletta elettrica guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguiti da caffè, alberghi e ristoranti, affitti, riparazioni auto e prodotti del lusso.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, il mercato libero dell’energia elettrica e del gas, i prodotti tecnologici e l’olio di oliva.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,1%) e poi alimentari e bevande (+0,7%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,2%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Maggio 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione scende a maggio a +1,6%, come anche la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) che si riduce a 1,9%.
Diminuiscono i contributi positivi (2,62%) e contestualmente aumentano quelli negativi (-1,04%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2,7% in più di maggio dello scorso anno, in controtendenza rispetto all’andamento generale.
Alcune componenti della bolletta elettrica guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguiti da alberghi, caffè, affitti, riparazioni auto e la bolletta del gas per il mercato tutelato.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, il mercato libero dell’energia elettrica, i prodotti tecnologici e l’olio di oliva.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,1%) e poi alimentari e bevande (+0,6%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti energetici (-0,2%) e a quelli tecnologici (-0,2%).
###################################################
Aprile 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

L’inflazione si stabilizza a +1,9% ad aprile, mentre la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) sale a 2,1%.
Aumentano i contributi positivi (2,81%) e contestualmente scendono quelli negativi (-0,94%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2,6% in più di aprile dello scorso anno, in aumento di mezzo punto percentuale.
Alcune componenti della bolletta elettrica guidano l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguiti da alberghi, affitti, riparazioni auto, caffè e la bolletta del gas per il mercato tutelato.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, i prodotti tecnologici e l’olio di oliva.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,3%) e poi alimentari e bevande (+0,6%), altri beni (+0,3%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti tecnologici (-0,2%) e a quelli energetici (-0,1%).
###################################################
Marzo 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

Ancora in aumento l’inflazione da +1,6% di febbraio a +1,9% di marzo, con la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) stabile a 1,7%.
Aumentano i contributi positivi (2,62%), mentre restano stabili quelli negativi (-0,70%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2,1% in più di marzo dello scorso anno, in lieve aumento.
E’ sempre la bolletta del gas (mercato libero e tutelato) a guidare l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguita da sigarette, affitti, riparazioni auto, alberghi, assicurazioni e alcune componenti della bolletta elettrica.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente alle benzine, i prodotti tecnologici, l’olio di oliva e i servizi aerei.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1,1%) e poi alimentari e bevande (+0,5%), prodotti energetici (+0,3%), altri beni (+0,2%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti tecnologici (-0,2%).
###################################################
Febbraio 2025
Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per prodotto – valori percentuali

Contributi alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale per tipologia di prodotto – valori percentuali

In lieve aumento l’inflazione da +1,5% di gennaio a +1,6% di febbraio, con la componente di fondo (che esclude i prodotti a maggiore volatilità di prezzo, tra cui gli energetici) in calo a 1,7%.
Si riducono sia i contributi positivi (2,30%) che quelli negativi (-0,67%).
L’aumento dei prezzi dei beni a maggior consumo (generi alimentari, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), il cosiddetto “carrello della spesa” fa segnare 2% in più di febbraio dello scorso anno, in aumento.
E’ sempre la bolletta del gas per il mercato tutelato a guidare l’elenco dei prodotti che incidono maggiormente, seguita dalle riparazioni auto, gli affitti, le assicurazioni, alcune componenti della bolletta elettrica, il caffè e le sigarette.
Il contributo negativo è ascrivibile principalmente ai prodotti tecnologici, le benzine, il mercato libero di energia elettrica e gas, l’olio di oliva e i servizi aerei.
Tra i raggruppamenti di prodotti, il maggiore contributo all’inflazione è dei servizi (+1%) e poi alimentari e bevande (+0,5%), altri beni (+0,2%), prodotti energetici (+0,1%). Un effetto calmieratore è invece dovuto ai prodotti tecnologici (-0,2%).
###################################################