(aggiornato il 18 febbraio 2026)
Gennaio 2026
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A gennaio il debito pubblico è risalito a 3.112 miliardi di euro, 17 in più dello scorso mese.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è negativo per 8 miliardi di euro, un livello ben più alto di quello di gennaio 2025.
Il livello della liquidità di tesoreria è salito a 62 miliardi, con l’obiettivo di ricostituire scorte di liquidità, che consentono maggiori margini di manovra.
Il Documento programmatico di finanza pubblica dello scorso settembre ha fissato a 3.193 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2026 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di febbraio del fabbisogno dello Stato (-13,5 miliardi) e della gestione della liquidità (12 miliardi in più) è possibile anticipare che a febbraio 2026 il debito pubblico balzerà a 3.135 miliardi di euro, il valore più alto di sempre.
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Dicembre 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

Il 2025 si è chiuso con 3.095,5 miliardi di euro di debito pubblico, 18 in più di quanto previsto nel Documento programmatico di Finanza Pubblica dello scorso autunno.
Rispetto al 2024 lo stock di debito pubblico si è incrementato di 129 miliardi (+4,3%), buona parte dovuti al pagamento degli interessi.
Se il Pil (nominale) fosse aumentato nel 2025 in linea con le previsioni (+2,8% rispetto al 2024), il rapporto debito/Pil sarebbe di 136,9%, in aumento di 2 punti rispetto allo scorso anno, 7 decimi più di quanto ipotizzato.
Si deve, tuttavia, considerare, che rispetto alla fine del 2024, la liquidità del Tesoro è superiore di 15 miliardi, che copre buona parte del debito pubblico imprevisto.
Solo con la diffusione dei Conti Nazionali 2025 (il prossimo 1 marzo), sarà possibile capire quanto del maggior debito realizzato sia dovuto a un indebitamento inferiore al previsto e quanto ai flussi finanziari (raccordo disavanzo-debito).
Il maggior fabbisogno è stato per lo più coperto con l’emissione di titoli a medio lungo-termine, che formano ormai l’80% del debito complessivo. I prestiti ricevuti dalle istituzioni europee (programma Sure e Pnrr) a fine anno erano pari a 114 miliardi (10 in più dell’anno precedente).
Gli scarti di emissione (differenza tra il valore nominale dei titoli a medio-lungo termine e prezzo di collocamento) e la rivalutazione dei titoli indicizzati sono stati negativi per 4,6 miliardi.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato di 109 miliardi di euro (4 più del 2024), interamente dovuto al disavanzo dello Stato centrale, in quanto gli enti locali e previdenziali hanno chiuso in avanzo di 3,4 miliardi.
Nel corso del 2025 non ci sono state dismissioni mobiliari.
Nel mese di dicembre la Banca d’Italia ha ridotto il portafoglio di titoli di stato di 8,5 miliardi di euro, scendendo al 21,8% del totale, il valore più basso da maggio 2020. Un terzo dei titoli è posseduto da investitori esteri (880 miliardi) ai massimi da aprile 2020, stabili quelli degli investitori privati italiani (15,6%, 408 miliardi).
Titoli di Stato prima e dopo il Quantitative Easing per settore detentore (composizione percentuale)

A marzo 2015 Sistema delle Banche centrali varò un programma straordinario di acquisti di titoli di debito pubblico, il Quantitative Easing (QE), che si è concluso a fine 2018 e da allora sono stati solo riacquistati i titoli in scadenza. Nel 2020 è stato poi attuato un Piano di acquisti per l’emergenza pandemica (Pepp), terminato nel 2022. Rispetto a febbraio 2015 (prima dell’inizio del QE), la Banca d’Italia ha comprato titoli di Stato aggiuntivi per 467 miliardi di euro, passando da 102 miliardi (5,6% del totale) a 569 miliardi (21,8%). Nel 2025, ha però ridotto il proprio impegno di 68 miliardi di euro il 3,8% in meno in termini di quota. Parallelamente si è ridotta la quota posseduta dagli istituti di credito (dal 22,4% al 15,4%); dalle altre istituzioni finanziarie (dal 20,5% al 13,7%) dagli investitori esteri (dal 39,1% al 33,5%). Questi ultimi, però, in forte recupero nell’ultimo anno (la quota era il 30,7% alla fine del 2024). Grazie ai collocamenti dedicati ai piccoli risparmiatori, gli acquisti provenienti dagli investitori privati continuano a crescere. Dopo aver toccato il punto minimo del 6,3% a marzo 2022 (145 miliardi di euro) è salito al 15,5% a dicembre 2025 (404 miliardi di euro), al di sopra della quota detenuta prima del QE.
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Novembre 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A novembre il debito pubblico scende – come già anticipato – a 3.125 miliardi di euro, per l’aumento del fabbisogno più che compensato dalla riduzione delle scorte di liquidità.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 127 miliardi di euro, 8,5 in più di novembre 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in avanzo per 1,2 miliardi.
Il livello della liquidità di tesoreria scende a 64 miliardi, poco più dello scorso anno.
Il Documento programmatico di finanza pubblica (sostituisce la nota di aggiornamento al Def) ha fissato a 3.077 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata), 4 in meno della previsione di aprile.
Sulla base dei dati preliminari di dicembre del fabbisogno dello Stato (avanzo di 11,7 miliardi) e della gestione della liquidità (-12 miliardi) è possibile anticipare che nel 2025 il debito pubblico chiuda a 3.100 miliardi di euro, 23 in più dell’obiettivo del Dpfp. Di conseguenza anche il rapporto rispetto al Pil dovrebbe risultare ben maggiore del 136,2%.
Nel mese di novembre la Banca d’Italia ha ridotto il portafoglio di titoli di stato di quasi 7 miliardi di euro, scendendo al 22% del totale, il valore più basso da maggio 2020. Un terzo dei titoli è posseduto da investitori esteri (872 miliardi) ai massimi da aprile 2020, in ripresa quelli degli investitori privati italiani (15,5%, 408 miliardi).
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Ottobre 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A ottobre il debito pubblico sale – come già anticipato – a 3.132 miliardi di euro, per il contemporaneo aumento del fabbisogno e delle scorte di liquidità.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 121 miliardi di euro, 3,3 in più di ottobre 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in avanzo per 1,3 miliardi.
Il livello della liquidità di tesoreria sale a 77 miliardi, 34 in più dello scorso anno.
Il Documento programmatico di finanza pubblica (sostituisce la nota di aggiornamento al Def) ha fissato a 3.077 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata), 4 in meno della previsione di aprile.
Sulla base dei dati preliminari di novembre del fabbisogno dello Stato (6,9 miliardi) e della gestione della liquidità (-10 miliardi) è possibile anticipare che a novembre 2025 il debito pubblico raggiunga i 3.128 miliardi di euro, 50 in più del livello previsto per fine anno. Senza una forte riduzione a dicembre l’obiettivo di contenere a fine anno il debito pubblico al 136,2% del Pil è a rischio.
Nel mese di ottobre la Banca d’Italia ha confermato il portafoglio di titoli di stato, scendendo al 22,3% del totale, il valore più basso da maggio 2020. Un terzo dei titoli è posseduto da investitori esteri (850 miliardi) ai massimi da aprile 2020 , in lieve calo quelli degli investitori privati italiani (15,2%, 392 miliardi).
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Settembre 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A settembre il debito pubblico resta – come già anticipato – a 3.081 miliardi di euro, per il calo delle scorte di liquidità che compensa l’aumento del fabbisogno.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 102 miliardi di euro, 3,3 in più di settembre 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in avanzo per 1,6 miliardi.
Il livello della liquidità di tesoreria scende a 45 miliardi, 5 in più dello scorso anno.
Il Documento programmatico di finanza pubblica (sostituisce la nota di aggiornamento al Def) ha fissato a 3.077 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata), 4 in meno della previsione di aprile.
Sulla base dei dati preliminari di ottobre del fabbisogno dello Stato (19,7 miliardi) e della gestione della liquidità (+28,7 miliardi) è possibile anticipare che a ottobre 2025 il debito pubblico raggiunge i 3.129 miliardi di euro, 51 in più del livello previsto per fine anno.
Nel mese di settembre la Banca d’Italia ha ridotto di altri 3 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, scendendo al 22,7% del totale, il valore più basso da maggio 2020. Un terzo dei titoli è posseduto da investitori esteri (850 miliardi) ai massimi da aprile 2020 , in lieve aumento quelli degli investitori privati italiani (15,4%, 396 miliardi).
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Agosto 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

Ad agosto il debito pubblico sale – come già anticipato – a 3.082 miliardi di euro, 25 più dello scorso mese, per l’aumento delle scorte di liquidità.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 76,8 miliardi di euro – 2,7 in più di agosto 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in avanzo per quasi 2 miliardi.
Il livello della liquidità di tesoreria risale a 72 miliardi, 7 in più dello scorso anno.
Il Documento programmatico di finanza pubblica (sostituiscela nota di aggiornamento al Def) ha fissato a 3.077 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata), 4 in meno della previsione di aprile.
Sulla base dei dati preliminari di settembre del fabbisogno dello Stato (più 25,3 miliardi) e della gestione della liquidità (meno 25 miliardi) è possibile anticipare che a settembre 2025 il debito pubblico resta a 3.082 miliardi di euro, 5 in più del livello previsto per fine anno.
Nel mese di agosto la Banca d’Italia ha ridotto di altri 5 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, scendendo al 22,8% del totale, il valore più basso da giugno 2020. Ai massimi da aprile 2020 i titoli posseduti da investitori esteri (32,9%, 848 miliardi), stabile quelli degli investitori privati italiani (15,2%, 391 miliardi).
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Luglio 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A luglio il debito pubblico scende – come già anticipato – a 3.056 miliardi di euro, quattordici meno dello scorso mese, per l’avanzo di cassa.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 77,2 miliardi di euro – 5 in meno di luglio 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in leggero avanzo.
Il livello della liquidità di tesoreria si mantiene a 47 miliardi, poco più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di agosto del fabbisogno dello Stato (invariato) e della gestione della liquidità (25 miliardi in più accantonati) è possibile anticipare che ad agosto 2025 il debito pubblico risale a 3.081 miliardi di euro, raggiungendo il livello previsto per fine anno.
Nel mese di luglio la Banca d’Italia ha ridotto di ulteriori 6 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, scendendo al 23% del totale, il valore più basso da luglio 2020. Ai massimi da maggio 2020 i titoli posseduti da investitori esteri (33,1%, 854 miliardi), in lieve aumento quelli degli investitori privati italiani (15,2%, 391 miliardi).
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Giugno 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A giugno il debito pubblico risale a 3.071 miliardi di euro, diciotto in più dello scorso mese, per l’aumento del fabbisogno.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 91,3 miliardi di euro – 5 in più di giugno 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in leggero avanzo.
Il livello della liquidità di tesoreria si mantiene a 47 miliardi, poco più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di luglio del fabbisogno dello Stato (+14,2 miliardi) e della gestione della liquidità (invariata) è possibile anticipare che a luglio 2025 il debito pubblico scende a 3.056 miliardi di euro.
Nel mese di giugno la Banca d’Italia ha ridotto di ulteriori 9 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, scendendo al 23,2% del totale, il valore più basso da luglio 2020. In aumento i titoli posseduti da investitori esteri (32,3%, 820 miliardi), in diminuzione quelli degli investitori privati italiani (15,1%, 384 miliardi).
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Maggio 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A maggio il debito pubblico scende a 3.053 miliardi di euro, dieci in meno dello scorso mese, per la riduzione delle scorte liquide.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 75,7 miliardi di euro – 4 in più di maggio 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in sostanziale equilibrio.
Il livello della liquidità di tesoreria è sceso a 46 miliardi, 14 in più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di giugno del fabbisogno dello Stato (-17,6 miliardi) e della gestione della liquidità (1 miliardo in più) è possibile anticipare che a giugno 2025 il debito pubblico è salito a 3.070 miliardi di euro, un valore mai così alto.
Nel mese di maggio la Banca d’Italia ha ridotto di ulteriori 6 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, raggiungendo una quota del 23,9% del totale, il valore più basso da settembre 2020. In aumento i titoli posseduti da investitori esteri (32%, 818 miliardi), stabili quelli degli investitori privati italiani (15,2%, 389 miliardi).
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Aprile 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

Ad aprile il debito pubblico sale a 3.063 miliardi di euro, trenta in più dello scorso mese, a causa soprattutto del fabbisogno di cassa.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 63,6 miliardi di euro – 3 in più di aprile 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in sostanziale equilibrio.
Il livello della liquidità di tesoreria è salito a 69 miliardi, 37 in più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di maggio del fabbisogno dello Stato (-11,4 miliardi) e della gestione della liquidità (25 miliardi in meno) è possibile anticipare che a maggio 2025 il debito pubblico scenderà a 3.050 miliardi di euro.
Nel mese di aprile la Banca d’Italia ha ridotto di ulteriori 3 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, raggiungendo una quota del 24% del totale, il valore più basso da settembre 2020. Stabili i titoli posseduti da investitori esteri (31,6%, 799 miliardi) come anche quella degli investitori privati italiani (15,3%, 387 miliardi).
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Marzo 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A marzo il debito pubblico balza a 3.034 miliardi di euro, quasi dieci in più dello scorso mese, a causa del fabbisogno di cassa.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 42,6 miliardi di euro – poco meno di marzo 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in sostanziale equilibrio.
Il livello della liquidità di tesoreria è sceso a 62 miliardi, 13 in più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di aprile del fabbisogno dello Stato (-20,5 miliardi) e della gestione della liquidità (7 miliardi più) è possibile anticipare che ad aprile 2025 il debito pubblico salirà a 3.060 miliardi di euro, il valore più alto di sempre.
Nel mese di marzo la Banca d’Italia ha ridotto di quasi 10 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, raggiungendo una quota del 24,3% del totale, il valore più basso da ottobre 2020. Continuano a salire i titoli posseduti da investitori esteri (31,6%, 803 miliardi) e cresce anche quella degli investitori privati italiani (15,2%, 387 miliardi).
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Febbraio 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A febbraio il debito pubblico ha definitivamente superato la soglia dei 3 mila miliardi di euro, 35 miliardi in più dello scorso mese, in buona parte dovuti all’accumulo di scorte di liquidità che consentono maggiori margini di manovra.
Il fabbisogno cumulato della pubblica amministrazione è negativo per 18,9 miliardi di euro – in aumento rispetto a febbraio 2024 – tutti attribuibili allo Stato centrale, mentre le pubbliche amministrazioni locali e gli enti previdenziali sono in sostanziale equilibrio.
Il livello della liquidità di tesoreria è salito a 76 miliardi, 33 in più dello scorso anno.
Il Documento di finanza pubblica (sostituisce il Def) ha fissato a 3.081 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di marzo del fabbisogno dello Stato (-24,4 miliardi) e della gestione della liquidità (14 miliardi in meno) è possibile anticipare che a marzo 2025 il debito pubblico salirà a 3.035 miliardi di euro, il valore più alto di sempre.
Nel mese di febbraio la Banca d’Italia ha ridotto di quasi 9 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, raggiungendo una quota del 24,6% del totale, il valore più basso da ottobre 2020. Continuano a salire i titoli posseduti da investitori esteri (31,2%, 782 miliardi), mentre è stabile al 14,9% quella degli investitori privati italiani (373 miliardi).
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Gennaio 2025
Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati (milioni di euro e valori percentuali)

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)

A gennaio il debito pubblico è risalito a 2.980,5 miliardi di euro, 15 in più dello scorso mese.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è negativo per quasi 3 miliardi di euro, un ammontare in linea con quello di gennaio 2024.
Il livello della liquidità di tesoreria è salito a 50 miliardi, con l’obiettivo di ricostituire scorte di liquidità, che consentono maggiori margini di manovra.
Il Piano strutturale di bilancio dello scorso settembre ha fissato a 3.096 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2025 (linea nera tratteggiata).
Sulla base dei dati preliminari di febbraio del fabbisogno dello Stato (-18,7 miliardi) e della gestione della liquidità (26,3 miliardi in più) è possibile anticipare che a febbraio 2025 il debito pubblico balzerà a 3.025 miliardi di euro, il valore più alto di sempre.
Nel mese di gennaio la Banca d’Italia ha ridotto di oltre 3 miliardi di euro il portafoglio di titoli di stato, raggiungendo una quota del 25,3% del totale, la quota più bassa da novembre 2020. Continuano a salire i titoli posseduti da investitori esteri (31%, 772 miliardi), mentre scende al 14,8% quella degli investitori privati italiani (368 miliardi).
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