Conti pubblici annuali

(aggiornato il 1 marzo 2017)

Fonte: Istat, Ministero dell’Economia e Banca d’Italia

Anno 2016

Principali indicatori di finanza pubblica – Anni 2012-2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Revisione del Pil nominale  – Anni 2012-2016
(milioni di euro)
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Revisione della spesa per consumi della pubblica amministrazione – Anni 2012-2016 (milioni di euro)
2016_cn_revspesaap

Revisione degli occupati per unità di lavoro – Anni 2012-2016 (milioni di euro)
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Revisione della pressione fiscale – Anni 2012-2016 (milioni di euro)
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Sostenibilità del debito  pubblico – Anni 1960-2016 (valori percentuali)
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Nota: La soglia convenzionale è quella che garantisce l’invarianza del debito. Valori dell’indebitamento/Pil al di sotto della soglia indicano una situazione di non sostenibilità (aumento del debito pubblico/Pil)

Scomposizione della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2016 (valori percentuali)
2016_cn_scomposizionedebito
Scomposizione della componente ‘snow ball’ della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2016 (valori percentuali)
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L’indebitamento netto per il 2016 ha rispettato il target previsto nella Nota di aggiornamento al Def (-2,4%); tuttavia il valore  dello scorso anno è stato rivisto in peggioramento al -2,7% .

Il debito pubblico è aumentato di 3 miliardi in meno del previsto, con un rapporto debito/Pil (132,6%) migliore delle previsioni. In miglioramento anche il 2015 (132% invece di 132,3%).

Rispetto allo scorso anno crescono di 3 miliardi di euro le entrate e di 1,2 le uscite al netto degli interessi consentendo il raggiungimento di un saldo primario pari all’1,5% del Pil.

Per il quarto anno consecutivo si contrae la spesa per interessi (4% in rapporto al Pil).

Rispetto al dato provvisorio dello scorso anno il Pil nominale è stato rivisto al rialzo di circa 8 miliardi di euro, pari allo 0,55%, di cui 0,50% è dovuto alla revisione del Pil reale (effetto crescita) e 0,05% a quella del deflatore (effetto prezzi).
Viceversa risulta in peggioramento la spesa per consumi della pubblica amministrazione per il 2015, mentre risultano di scarso rilievo le revisioni sul numero degli occupati a tempo pieno e sulla pressione fiscale.

Nel 2016, la sostenibilità del debito pubblico, intesa come invarianza rispetto all’anno precedente, è leggermente peggiorata, in quanto il debito pubblico è aumentato di sei decimi di punto percentuale rispetto al Pil. L’effetto snow ball si riduce a +1,8% e ad esso si aggiunge il raccordo disavanzo/debito (+0,3%), mentre agisce in senso opposto l’avanzo primario (-1,5%).
A sua volta l’effetto ‘snow ball’ è la risultante della spesa per interessi nominali (+3,9%), che si riduce grazie alla crescita del prodotto (-1,1%) e all’inflazione (-1%).

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Anno 2015

Principali indicatori di finanza pubblica – Anni 2011-2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Revisione del Pil nominale  – Anni 2011-2015
(milioni di euro)
2015_cn_fig_revpil

Revisione della spesa per consumi della pubblica amministrazione – Anni 2011-2015 (milioni di euro)
2015_cn_fig_revspesapa

Revisione degli occupati per unità di lavoro – Anni 2011-2015 (milioni di euro)
2015_cn_fig_revoccupati

Revisione della pressione fiscale – Anni 2011-2015 (milioni di euro)
2015_cn_fig_revfiscale

Sostenibilità del debito  pubblico – Anni 1960-2015 (valori percentuali)
2015_cn_fig_sostenibilita
Nota: La soglia convenzionale è quella che garantisce l’invarianza del debito. Valori dell’indebitamento/Pil al di sotto della soglia indicano una situazione di non sostenibilità (aumento del debito pubblico/Pil)

Scomposizione della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2015 (valori percentuali)
2015_cn_fig_scomposizione
Scomposizione della componente ‘snow ball’ della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2015 (valori percentuali)
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I conti pubblici del 2015 sono in linea con le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Def, a partire dall’indebitamento netto (-2,6%).

Il debito pubblico è aumentato meno del previsto, grazie soprattutto alla spesa per interessi (quasi 6 miliardi in meno dello scorso anno), alle dismissioni mobiliari e alla riduzione del conto di tesoreria.

Sia le entrate che le uscite al netto degli interessi sono in aumento di 5 miliardi di euro rispetto allo scorso anno.

Il saldo primario è inferiore di 2 miliardi rispetto alla Nota di aggiornamento al Def ed è in calo sul 2014.

I conti nazionali sono stati oggetto di una revisione al ribasso dei dati provvisori degli anni precedenti, che ha favorito il confronto, seppure in misura marginale rispetto alla crescita, risultata comunque quantitativamente e qualitativamente assai scarsa.
Oltre al Pil nominale e alla spesa per consumi della pubblica amministrazione, anche il numero degli occupati a tempo pieno e la pressione fiscale hanno beneficiato delle nuove stime prodotte dall’Istat.

Nel 2015, la sostenibilità del debito pubblico, intesa come invarianza rispetto all’anno precedente, è stata praticamente conseguita, in quanto il debito pubblico è aumentato di un solo decimo di punto percentuale rispetto al Pil. Il saldo primario (-1,5% rispetto al Pil) e il raccordo disavanzo/debito (-0,6%) hanno compensato l’aumento causato dallo snow ball effect (+2,2%).
A sua volta l’effetto ‘snow ball’ è la risultante della spesa per interessi nominali (+4,2%), che si riduce grazie alla crescita del prodotto (-1,0%) e all’inflazione (-1,0%).

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Anno 2014

Principali indicatori di finanza pubblica – Anni 2008-2014 (milioni di euro e valori percentuali)
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Revisione del Pil nominale e previsione del Governo – Anni 2011-2014 (milioni di euro)
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Sostenibilità del debito  pubblico – Anni 1960-2014 (valori percentuali)
2014_cn_fig1
Nota: La soglia convenzionale è quella che garantisce l’invarianza del debito. Valori dell’indebitamento/Pil al di sotto della soglia indicano una situazione di non sostenibilità (aumento del debito pubblico/Pil)

Scomposizione della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2014 (valori percentuali)
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Scomposizione della componente ‘snow ball’ della variazione del debito  pubblico – Anni 1990-2014 (valori percentuali)
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Con la pubblicazione dei conti economici nazionali (dati provvisori per il 2014) è possibile tracciare un primo bilancio consuntivo dell’anno appena conclusosi.

Il rapporto deficit/Pil si è attestato al 3,033%. Per soli 274 milioni di euro l’Italia non è incappata nuovamente nella procedura per deficit eccessivi.
Le entrate sono in aumento di 5 miliardi di euro rispetto allo scorso anno (la pressione fiscale è passata da 43,4% a 43,5%) e le uscite di 9,5 miliardi di euro.
Rispetto alle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre, il saldo primario è inferiore di 1,5 miliardi ma la spesa per interessi è risultata più bassa di 1,7 miliardi, per cui la stima dell’indebitamento netto è stata conseguita.
Ad essere inferiori al previsto di 7 miliardi di euro sono anche le partite finanziarie non conteggiate nell’indebitamento (il cosiddetto raccordo disavanzo/debito).
Il debito pubblico, 2.134 miliardi, è più basso di quanto si pensava ma il rapporto rispetto al Pil 132,1% è risultato peggiore del previsto.
Ciò è dovuto al fatto che il Pil nominale del 2012 e 2013 è stato rivisto al ribasso dall’Istat. Pertanto, anche se nel 2014 risulta in aumento dello 0,4%, il livello di 1.616 miliardi di euro è inferiore a quello in precedenza fornito per il 2013 e di 10,5 miliardi di euro più basso di quanto prevedeva il Governo.
Anche nel 2014, la sostenibilità del debito pubblico, intesa come invarianza rispetto all’anno precedente, è risultata una chimera. Per ottenerla anzichè un indebitamento del 3% si sarebbe dovuto conseguire un accreditamento dell’1%.
Nel 2014 il debito pubblico è aumentato di 3,6 punti percentuali rispetto al Pil. Tale aumento è dovuto per 4,1 punti all’effetto ‘snow ball’ e per 1,1 punti al raccordo disavanzo/debito. L’avanzo primario consente di ridurre la variazione del debito di 1,6 punti.
A sua volta l’effetto ‘snow ball’ è la somma della spesa per interessi nominali (+4,6), la crescita negativa (+0,5) e l’inflazione (-1,0).

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