Debito pubblico

(aggiornato il 16 novembre 2020)

Fonte: Banca d’Italia

Settembre 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A settembre  il debito pubblico ha raggiunto i 2.582,5 miliardi, con gran parte del fabbisogno coperto da una riduzione della liquidità accumulata nei mesi precedenti.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione raggiunge i 122,5 miliardi di euro (70 in più dei primi nove mesi del 2019),  accumulati esclusivamente dallo Stato centrale (che ha provveduto a sostenere le finanze degli enti locali e previdenziali).
Il livello della liquidità di tesoreria scende a 84,5 miliardi, pur sempre quasi 40 in più dello scorso anno, che saranno spesi nella parte restante dell’anno, considerando che a fine 2020 la giacenza di cassa attesa è di 29 miliardi.
La Nota di aggiornamento ha rivisto a 2.602 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), 80 miliardi in più della cifra preventivata nel Def. Al netto della variazione di liquidità (linea rossa) resta un ampio margine per i restanti mesi.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (9,8 miliardi) e della gestione della liquidità (-6,3 miliardi) è possibile anticipare che a ottobre il debito pubblico dovrebbe aver superato i 2.585 miliardi di euro.
Nel mese di settembre la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 11,4 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 24,1% del totale. Ad agosto la quota di titoli posseduti da investitori esteri è al 32,4%, mentre quella degli investitori privati italiani è al 7,5%.

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Agosto 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Ad agosto il debito pubblico ha quasi raggiunto i 2.580 miliardi, in crescita di ulteriori 18 miliardi, quasi tutti destinati ad aumentare le riserve liquide, che saranno utilizzate nei mesi a venire.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione raggiunge i 101,7 miliardi di euro (72 in più dei primi otto mesi del 2019),  quasi completamente accumulati dallo Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria supera i 100 miliardi, 70 in più dello scorso anno, che saranno spesi nella parte restante dell’anno, considerando che a fine 2020 la giacenza di cassa attesa è di 29 miliardi.
La Nota di aggiornamento ha rivisto a 2.602 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), 80 miliardi in più della cifra preventivata nel Def. Al netto della variazione di liquidità (linea rossa) resta un ampio margine per i restanti mesi.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (21,9 miliardi) e della gestione della liquidità (-16,4 miliardi) è possibile anticipare che a settembre il debito pubblico dovrebbe aver raggiunto i 2.585 miliardi di euro.
Nel mese di agosto la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 10,7 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 23,6% del totale. Nel mese di luglio la quota di titoli posseduti da investitori esteri è al 32,4%, mentre – dopo la revisione di Banca d’Italia – quella degli investitori privati italiani è al 7,5%.

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Luglio 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A luglio il debito pubblico ha sforato il tetto dei 2.560 miliardi ed è salito di oltre 30 miliardi, di cui solo 8 per coprire il fabbisogno, mentre i rimanenti 23 hanno aumentato le riserve liquide, che saranno utilizzate nei mesi a venire.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sfiora i 100 miliardi di euro (73 in più del primo semestre 2019),  di cui quasi tutti accumulati dallo Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria sale a 84 miliardi, 10 in meno dello scorso anno.
Il Def ha fissato in 2.523 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), un tetto che potrebbe però essere rivisto a settembre e superato nei fatti. Al netto della variazione di liquidità (linea rossa) resta un margine residuo di circa 13 miliardi per i restanti mesi.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-3,5 miliardi) e della gestione della liquidità (+16,7 miliardi) è possibile anticipare che ad agosto il debito pubblico dovrebbe aver raggiunto i 2.580 miliardi di euro, un livello mai toccato in precedenza.
Nel mese di luglio la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 19,3 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 23,2% del totale. Nel mese di giugnola quota di titoli posseduti da investitori esteri è stabile al 32,4%, mentre è in risalita quella degli investitori privati italiani (4%).

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Giugno 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A giugno il debito pubblico è salito di altri 20 miliardi, per le misure di contenimento delle conseguenze dell’emergenza sanitaria, sforando il tetto dei 2.530 miliardi.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sale a 89 miliardi di euro (quasi 60 in più del primo semestre 2019),  di cui quasi tutti accumulati dallo Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria si mantiene intorno ai 61 miliardi, 7 in meno dello scorso anno.
Il Def ha fissato in 2.523 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), un tetto che potrebbe però essere rivisto a settembre e superato nei fatti. Al netto della variazione di liquidità (linea rossa) resta un margine residuo di circa 20 miliardi per il secondo semestre.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-7,2 miliardi) e della gestione della liquidità (+23,2 miliardi) è possibile anticipare che a luglio il debito pubblico dovrebbe toccare i 2.560 miliardi di euro, un livello mai raggiunto in precedenza.
Nel mese di giugno la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 20,6 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 22,6% del totale. Nel mese di maggio la quota di titoli posseduti da investitori esteri è scesa al 32,2%, mentre è in leggera risalita quella degli investitori privati italiani (2,8%).

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Maggio 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A maggio, il debito pubblico è salito di 40 miliardi, 14,5 dei quali sono andati però a rimpinguare le disponibilità di cassa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sale a 68,5 miliardi di euro (quasi 40 in più dei primi cinque mesi del 2019),  di cui 67,2 miliardi accumulati dallo Stato centrale e 1,3 dagli enti locali e previdenziali.
Il livello della liquidità di tesoreria sale da 46,9 a 61,4 miliardi, quasi 15 in più rispetto al livello di maggio dello scorso anno.
Il Def ha fissato in 2.523 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), un tetto che potrebbe però essere rivisto a settembre e superato nei fatti.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-21 miliardi) e della gestione della liquidità (-0,7 miliardi) è possibile anticipare che a giugno il debito pubblico si aggirerà intorno ai 2.527 miliardi di euro, un livello mai raggiunto in precedenza.
Tra aprile e maggio la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 20 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 21,9% del totale. Nel mese di aprile la quota di titoli posseduti da investitori esteri è scesa ulteriormente 32,9%.

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Aprile 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Ad aprile, il debito pubblico è salito di 36 miliardi, 16,9 dei quali sono andati però a rimpinguare le disponibilità di cassa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sale a 43,5 miliardi di euro (15 in più del primo quadrimestre 2019),  di cui 41,3 miliardi accumulati dallo Stato centrale e 2,2 dagli enti locali e previdenziali.
Il livello della liquidità di tesoreria sale da 30,1 a 46,9 miliardi, quasi 12 in meno rispetto al livello di aprile dello scorso anno.
La Nota di aggiornamento al Def ha fissato in 2.458 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata), un tetto che, alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, potrebbe però essere superato.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-25,5 miliardi) e della gestione della liquidità (+15,8 miliardi) è possibile anticipare che a maggio il debito pubblico si aggirerà intorno ai 2.507 miliardi di euro, un livello mai raggiunto in precedenza.
Tra marzo ed aprile la Banca d’Italia (nell’ambito del piano di sostegno varato dalla Bce) ha acquistato 35 miliardi di euro aggiuntivi di titoli di stato, raggiungendo una quota del 21,4% del totale. Nel mese di marzo è diminuito di oltre 46 miliardi di euro lo stock di titoli posseduti da investitori esteri, la cui quota scende al 34,1%.

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Marzo 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A marzo, primo mese di ‘lockdown’, il debito pubblico è diminuito di oltre 15 miliardi, attingendo, però, più di 43 miliardi dalle disponibilità di cassa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sale a 25,7 miliardi di euro, in linea con il primo trimestre 2019, rispetto al quale si registra però un deficit di 1,3 miliardi accumulati dagli enti locali e previdenziali.
Il livello della liquidità di tesoreria scende da 73,3 a 30,1 miliardi, 15 in meno rispetto al livello di marzo dello scorso anno.
La Nota di aggiornamento al Def ha fissato in 2.458 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata). Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso i numeri durante l’anno subiranno cambiamenti.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-17,9 miliardi) e della gestione della liquidità (+15,5 miliardi) è possibile anticipare che ad aprile il debito pubblico sia risalito a 2.464 miliardi di euro, avendo però ripristinato parte delle disponibilità di cassa del Tesoro.

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Febbraio 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A febbraio il debito pubblico è cresciuto di 2,7 miliardi, essendo proseguita la raccolta di liquidità del Tesoro con emissioni di titoli di debito, a fronte di un fabbisogno quasi nullo.
La disponibilità della pubblica amministrazione è positiva per 3 miliardi di euro (a fronte di un fabbisogno di quasi 6 miliardi nel 2019), con quasi 2 miliardi di deficit accumulati dagli enti locali e previdenziali.
Il livello della liquidità di tesoreria è di 73,3 miliardi, 4 in più rispetto al livello di febbraio dello scorso anno.
La Nota di aggiornamento al Def ha fissato in 2.458 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata). Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso i numeri durante l’anno subiranno cambiamenti.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-32,2 miliardi) e della gestione della liquidità (-43,2 miliardi) è possibile anticipare che a marzo il debito pubblico sia sceso a 2.437 miliardi di euro, avendo però seriamente intaccato le disponibilità di cassa del Tesoro, che si riducono ad appena 29 miliardi di euro.

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Gennaio 2020

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2020 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il 2020 inizia con una risalita del debito pubblico a 2.443 miliardi di euro, con emissioni di titoli di debito volte unicamente a rinsaldare la liquidità del Tesoro.
La disponibilità della pubblica amministrazione è stata, infatti, positiva per 3,8 miliardi di euro (come nel 2019), con quasi 2 miliardi di deficit accumulati dagli enti locali e previdenziali.
Il livello della liquidità di tesoreria è di 71,5 miliardi, 7,5 in meno rispetto al livello di gennaio dello scorso anno.
La Nota di aggiornamento al Def ha fissato in 2.458 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2020 (linea nera tratteggiata). Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso i numeri durante l’anno subiranno cambiamenti.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato (-1,6 miliardi) e della gestione della liquidità (+1,8 miliardi) è possibile anticipare che a febbraio il debito pubblico rimarrà quasi invariato a 2.445 miliardi di euro.

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2019 – Detentori del debito pubblico

Titoli di Stato prima e dopo il Quantitative Easing per settore detentore (composizione percentuale)
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Nel 2019 la Bce si è limitata a riacquistare i titoli in scadenza senza immettere muova liquidità.
Rispetto a febbraio 2015 (prima dell’inizio del QE), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per 300 miliardi di euro, passando da 100 miliardi (5,5% del totale) a quasi 400 miliardi (19,8%).
Parallelamente si è ridotta la quota posseduta dagli istituti di credito (dal 22,6% al 18,9%); dalle altre istituzioni finanziarie (dal 23,4% al 22,8%) dagli investitori esteri (dal 38,7% al 35,3%), con 80 miliardi in più nel 2019; dai risparmi degli investitori privati ai minimi storici con appena 62 miliardi di euro (dal 9,6% al 3,1%).

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Dicembre 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2018-2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il 2019 si chiude con 2.409 miliardi di euro di debito pubblico, 11 in meno di quanto previsto nella nota di aggiornamento al Def dello scorso autunno. Se il Pil (nominale) fosse cresciuto nel 2019 in linea con le previsioni (+1% rispetto al 2018), il rapporto debito/Pil sarebbe di 135,1%, in leggero aumento rispetto al 2018, ma meno di quanto si ipotizzava (135,7%).
Rispetto al 2018 lo stock di debito pubblico si è incrementato di circa 29 miliardi (+1,1%), per lo più coperti con l’emissione di titoli a medio lungo-termine, che formano ormai quasi l’80% del debito complessivo. Risultano in diminuzione di 10 miliardi le monete e i depositi e di 7 miliardi i prestiti.
Gli scarti di emissione sono stati positivi per 4,4 miliardi, per le più favorevoli condizioni di collocamento dei titoli di Stato nella seconda metà dell’anno.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato di 35,2 miliardi di euro (3,7 in meno del 2018), interamente dovuto al disavanzo dello Stato centrale,  in quanto gli enti locali e previdenziali hanno chiuso in attivo per 3,5 miliardi.
Anche nel 2019 le dismissioni mobiliari sono risultate praticamente inesistenti.
La liquidità del Tesoro a fine 2019 è scesa a 33 miliardi di euro, 2 in meno dell’anno precedente. Già nel mese di gennaio 2020 è stata ricostituita la riserva monetaria disponibile[1], in modo da avere qualche margine di manovra per la gestione del debito pubblico nel corso dell’anno.
In lieve calo la quota di partecipazione ai finanziamenti internazionali (prestito alla Grecia, Efsf, Esm), ma si tratta pur sempre di quasi 58 miliardi di euro, una somma che potrebbe essere utilizzata più proficuamente  per sostenere il rilancio dell’economia italiana.

[1] A gennaio 2020 la liquidità è risalita a 71 miliardi di euro, con un aumento di quasi 40 miliardi. Conseguentemente il debito pubblico dovrebbe raggiungere il livello di 2.348 miliardi di euro.

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Novembre 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A novembre il debito pubblico si riduce di circa 2 miliardi, grazie all’avanzo di amministrazione, attestandosi a 2.444,6 miliardi di euro – di cui quasi l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – cresciuto di 35 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è inferiore di 3 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale (gli enti locali e previdenziali vantano un avanzo di un miliardo).
La
liquidità di tesoreria è stabile a 55,5 miliardi, 3,5 in più rispetto a novembre 2018.
Diminuisce  di 200 milioni in un mese l’ammontare del contributo italiano ai prestiti ad altri paesi dell’Eurozona (in particolare il fondo Efsf).
Sulla base dei dati preliminari di dicembre per il fabbisogno dello Stato (avanzo di 9,7 miliardi) e lo stock di liquidità (in diminuzione di quasi 23 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico per l’anno 2019 si sia chiuso a  2.412 miliardi di euro, 8 in meno del target previsto nella Nota di aggiornamento al Def (linea nera tratteggiata).
L’aumento del debito pubblico nel 2019 dovrebbe,  quindi, essere di 32 miliardi (+1,3%).
Se il Pil (nominale) fosse cresciuto nel 2019 in linea con le previsioni (+1% rispetto al 2018), il rapporto debito/Pil sarebbe di 135,3%, mezzo punto in più del 2018, ma meno di quanto si ipotizzava (135,7%).
Scende a 50 miliardi la quota di titoli di Stato posseduta dai sottoscrittori residenti (imprese e privati), il 2,5% del totale. Una quota così bassa non era stata mai toccata.

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Ottobre 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A ottobre torna a salire il debito pubblico, in aumento di 7,5 miliardi rispetto al mese precedente, attestandosi a 2.446,8 miliardi di euro – di cui quasi l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – cresciuto di 47 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è superiore di 3,5 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale (gli enti locali e previdenziali vantano un avanzo di quasi un miliardo).
La
liquidità di tesoreria risale a 55,5 miliardi, quasi 10 in più dello scorso mese e 7 in più rispetto a ottobre 2018.
Diminuisce per la prima volta – seppure di soli 200 milioni – l’ammontare del contributo italiano ai prestiti ad altri paesi dell’Eurozona,
La Nota di aggiornamento al Def ha rivisto a 2.420 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il limite è stato superato.
Sulla base dei dati preliminari di novembre per il fabbisogno dello Stato (avanzo di 1,3 miliardi) e lo stock di liquidità (invariato) è possibile ipotizzare che il debito pubblico a novembre 2019 si sia leggermente ridotto  a  2.445 miliardi di euro.
Scende a 63,5 miliardi, la quota di titoli di Stato posseduta dai sottoscrittori residenti (imprese e privati), il 3,1% del totale. Una quota così bassa non era stata mai toccata.

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Settembre 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A settembre ulteriore discesa del debito pubblico, in calo di 23,5 miliardi rispetto al mese precedente, attestandosi a 2.439,2 miliardi di euro – di cui quasi l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – ed è cresciuto di 42,5 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il risultato mensile è dovuto a una riduzione della liquidità di tesoreria a 45,8 miliardi, quasi 34 in meno dello scorso mese e 4 in meno rispetto a settembre dello scorso anno.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è superiore di 7,2 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale (gli enti locali e previdenziali vantano un avanzo di 1,4 miliardi).
La Nota di aggiornamento al Def ha rivisto a 2.420 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il limite è già stato superato.
Sulla base dei dati preliminari di ottobre per il fabbisogno dello Stato (avanzo di 2,5 miliardi) e lo stock di liquidità (in aumento di circa 10 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico ad ottobre 2019 sia risalito  a  2.447 miliardi di euro.
Negli ultimi tre mesi gli acquisti di titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono cresciuti di 60 miliardi di euro, invertendo una tendenza di disinvestimenti che proseguiva da aprile 2018.
Ancora più in basso a 70 miliardi, la quota posseduta dai sottoscrittori residenti (imprese e privati).

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Agosto 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Dopo la revisione straordinaria operata da Banca d’Italia che ha determinato un nuovo livello di debito pubblico superiore di circa 60 miliardi, dovuti a una diversa valutazione degli interessi sui Buoni fruttiferi postali, ad agosto il debito pubblico è sceso di circa 3 miliardi rispetto al mese precedente, attestandosi a 2.462,6 miliardi di euro – di cui quasi l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – ed è cresciuto di oltre 70 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Si mantiene elevato a 89,5 miliardi la liquidità di tesoreria, 5 in meno dello scorso mese, ma 24 in più rispetto ad agosto dello scorso anno.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è superiore di 5 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale (gli enti locali e previdenziali vantano un avanzo di 1 miliardo).
La Nota di aggiornamento al Def ha rivisto a 2.420 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo fino a fine anno è di 12 miliardi.
Sulla base dei dati preliminari di settembre per il fabbisogno dello Stato (22,6 miliardi) e lo stock di liquidità (in calo di 44 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico a settembre 2019 si sia ridotto  a  2.443 miliardi di euro.
Negli ultimi due mesi (giugno e luglio) gli acquisti di titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono cresciuti di circa 50 miliardi di euro, invertendo una tendenza di disinvestimenti che proseguiva da aprile 2018.
Ridiscende ai minimi (80 miliardi), la quota posseduta dai sottoscrittori residenti (imprese e privati).

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Luglio 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il debito pubblico è esploso a 2.409,9 miliardi di euro – di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – ed è cresciuto di circa 60 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il livello, solo apparentemente preoccupante, del debito pubblico è dovuto alla liquidità di tesoreria che sale a 94,8 miliardi, quasi 30 in più dello scorso mese, un livello mai toccato negli ultimi 3 anni (a luglio 2016 superò i 100 miliardi).
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è superiore di 2 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo è di circa 9 miliardi.
Sulla base dei dati preliminari di agosto per il fabbisogno dello Stato (fabbisogno per 2,2 miliardi) e lo stock di liquidità (in calo di 5 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico ad agosto 2019 si riduca leggermente  a  2.405 miliardi di euro.
Da aprile 2018 gli investimenti in titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono diminuiti di circa 43 miliardi di euro, ma nel solo mese di giugno sono aumentati di 32 (in precedenza era -75 miliardi).
Anche i sottoscrittori residenti (imprese e privati), hanno ripreso ad acquistare titoli di Stato, superando nuovamente il livello di 100 miliardi, comunque ben lontano dagli oltre 400 dei primi anni ’90 dello scorso secolo.

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Giugno 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il debito pubblico ha ripreso a crescere a giugno arrivando fino a 2.386,2 miliardi di euro – di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – ed è cresciuto di circa 56 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è inferiore di oltre 9 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria scende a 67,7 miliardi, 20 in più dello scorso mese, ma anche dello scorso anno.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo è di soli 5,5 miliardi.
Sulla base dei dati preliminari di luglio per il fabbisogno dello Stato (disponibilità per 3,2 miliardi) e lo stock di liquidità (+27 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico a luglio 2019 si sia impennato fino a  2.410 miliardi di euro. Paradossalmente è una buona notizia, visto che al netto delle variazioni di liquidità, diminuisce di quasi 3 miliardi.
Da aprile 2018 gli investimenti in titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono diminuiti di circa 75 miliardi di euro.
I titoli di Stato detenuti da sottoscrittori residenti (imprese e privati), pur in leggera ripresa a 79,2 miliardi, sono ai minimi storici e ben lontani dagli oltre 400 dei primi anni ’90 dello scorso secolo.

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Maggio 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il debito pubblico a maggio è temporaneamente ridisceso a 2.364,6 miliardi di euro – di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine – ed è cresciuto di 30 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è inferiore di oltre 5 miliardi rispetto al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria scende a 47,2 miliardi, 11,3 meno dello scorso mese e 10,4 meno del 2018.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo è di soli 7,4 miliardi.
Sulla base dei dati preliminari di giugno per il fabbisogno dello Stato (-0,8 miliardi) e lo stock di liquidità (+20,3 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico a giugno 2019 abbia stabilito il nuovo record di 2.387 miliardi di euro.
Da aprile dello scorso anno gli investimenti in titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono diminuiti di circa 70 miliardi di euro.
I titoli di Stato detenuti da sottoscrittori residenti (imprese e privati) hanno toccato il minimo storico di 72,2 miliardi di euro (3,6% del totale), ben lontani dagli oltre 400 miliardi dei primi anni ’90 dello scorso secolo.

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Aprile 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Come ampiamente previsto (si veda sotto il comunicato di marzo) ad aprile il debito pubblico ha stabilito il nuovo record (temporaneo) di 2.373,3 miliardi di euro, di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine, cresciuto di 53,2 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è sostanzialmente uguale al 2018, ed è interamente causato dai disavanzi dello Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria ha raggiunto i 58,5 miliardi, 11,5 in più dello scorso mese e 6,4 in più del 2018.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo è di appena 8,3 miliardi.
Sulla base dei dati preliminari di maggio per il fabbisogno dello Stato (-0,9 miliardi) e lo stock di liquidità (-11,4 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico a maggio 2019 sia ridisceso a 2.362 miliardi di euro.
Da aprile dello scorso anno gli investimenti in titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono diminuiti di 73,2 miliardi di euro.

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Marzo 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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In leggero calo a marzo il debito pubblico (2.358,8 miliardi di euro, di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine), cresciuto di 48 miliardi rispetto a 12 mesi fa.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è in peggioramento di 1 miliardo rispetto al 2018, a causa dei disavanzi dello Stato centrale (gli enti locali e previdenziali sono in positivo per circa 800 milioni di euro).
Il livello della liquidità di tesoreria è di quasi 47 miliardi, in forte calo rispetto allo scorso mese, ma più o meno agli stessi livelli del 2018.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine di aumento residuo è di circa 10 miliardi, un po’ poco considerando che siamo solo al primo trimestre.
Sulla base dei dati preliminari di aprile per il fabbisogno dello Stato (-2,9 miliardi) e lo stock di liquidità (+11,6 miliardi) è possibile ipotizzare che il debito pubblico ad aprile 2019 aumenterà fino a raggiungere il nuovo record di 2.373 miliardi di euro.
Da aprile dello scorso anno gli investimenti in titoli di Stato da parte di entità non residenti in Italia sono diminuiti di 76,6 miliardi di euro.

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Febbraio 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Dopo l’impennata di gennaio, il debito pubblico a febbraio staziona a 2.363,7 miliardi di euro, di cui l’80% composto da titoli a medio-lungo termine.
Rispetto a 12 mesi fa il debito è aumentato di 70 miliardi, ma 21 sono serviti a  rinsaldare la liquidità del Tesoro.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è in peggioramento di 3 miliardi rispetto al 2018, interamente dovuti ai disavanzi dello Stato centrale.
Il livello della liquidità di tesoreria è di quasi 69 miliardi, una scorta che consente di gestire con maggiore tranquillità il debito pubblico.
Il Def ha fissato in 2.359 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Al netto della variazione di liquidità il margine è limitato in considerazione del fatto che siamo a inizio anno.
Sulla base dei dati preliminari di marzo per il fabbisogno dello Stato (-20,2 miliardi) e lo stock di liquidità è possibile ipotizzare che il debito pubblico a marzo 2019 sarà in leggero calo a circa 2.361 miliardi di euro. Dopo la conclusione di fine 2018 del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha ridotto la quota di titoli di Stato posseduti dal 20,2% dello scorso dicembre al 20% di febbraio.

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Gennaio 2019

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2019 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato prima e dopo il Quantitative Easing per settore detentore (composizione percentuale)
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Il 2019 inizia con un nuovo record del debito pubblico a 2.358 miliardi di euro, con emissioni di titoli di debito volte unicamente a rinsaldare la liquidità del Tesoro.
La disponibilità della pubblica amministrazione è stata, infatti, positiva per 2,5 miliardi di euro (uno in più del 2018), con un eccesso di entrate rispetto alle uscite.
Il livello della liquidità di tesoreria supera i 79 miliardi, quasi 35 in più  rispetto al livello di gennaio dello scorso anno.
La Nota di aggiornamento al Def ha fissato in 2.369 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2019 (linea nera tratteggiata). Nei prossimi mesi si vedrà se sarà possibile rispettarlo.
A gennaio, con +252 milioni di scarti di emissione, si è invertita la tendenza negativa degli ultimi 8 mesi.
Sulla base dei dati preliminari del fabbisogno dello Stato e della gestione della liquidità è possibile anticipare che a febbraio il debito pubblico rimarrà invariato a 2.358 miliardi di euro.
Con la pubblicazione del debito per settori detentori a fine 2018 è possibile tracciare un bilancio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), visto che da gennaio in poi la Bce si limiterà a riacquistare i titoli in scadenza senza immettere muova liquidità. Rispetto a febbraio 2015 (prima dell’inizio del QE), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per 295 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 20,2% del totale. Parallelamente si è ridotta la quota posseduta dagli istituti di credito (dal 22,6% al 19,6%); delle altre istituzioni finanziarie (dal 23,4% al 22,7%) dagli investitori esteri (dal 34,7% al 28,6%) che tra aprile e dicembre 2018 hanno disinvestito 88 miliardi di euro; da quelli privati (dal 9,6% al 5,1%).  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 40 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Debito pubblico – anno 2018

Debito pubblico – anno 2017

Debito pubblico – anno 2016

Debito pubblico – anno 2015

Debito pubblico – anno 2014

 

 

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