Debito pubblico

(aggiornato il 15 marzo 2017)

Fonte: Banca d’Italia

Gennaio 2017

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2017 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Cresce di 33 miliardi di euro il debito pubblico per effetto dell’accantonamento di liquidità sul conto della Tesoreria, come in genere avviene a inizio anno.
La Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre ha fissato in 2.257 miliardi di euro il target del debito pubblico per il 2017.  Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria il margine di aumento è di 41 miliardi di euro.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per circa 180 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 14,4% del totale. Parallelamente si è dimezzata la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 4,9%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato 22,3 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Dicembre 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
2016_dic_debito_detentori

Il 2016 si chiude con 2.217,7 miliardi di euro di debito pubblico, 45 in più dello scorso anno (gli interessi passivi pagati ammontano a circa 66 miliardi).
Si tratta di 3 miliardi in meno di quanto previsto nella Nota di aggiornamento al Def di settembre (ma 4,5 in più delle stime di aprile), che  – in attesa di conoscere il prossimo 1° marzo dall’Istat l’ammontare del Pil nominale – fanno ben sperare su un leggero revisione al ribasso del rapporto debito/Pil (comunque in crescita rispetto al 2015).
Lo stock di titoli di Stato a medio-lungo termine in circolazione, che rappresentano l’80% del debito pubblico, è cresciuto di 58 miliardi di euro.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato di 42,5 miliardi di euro (9 in meno rispetto al 2015), risultanti da un disavanzo dello Stato centrale (46 miliardi di euro) e da un avanzo di 3,5 miliardi per gli enti locali e previdenziali.
Le dismissioni mobiliari nel 2016 sono state inferiori a 1 miliardo di euro, essendo stata rinviata a quest’anno la vendita di partecipazioni azionarie di importanti società.
In miglioramento anche la liquidità del Tesoro, sul cui conto corrente sono depositati 43 miliardi di euro, circa 7 in più dello scorso anno.
Invariata a 58 miliardi di euro la quota di partecipazione ai finanziamenti internazionali: prestito alla Grecia, Efsf, Esm.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per quasi 170 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 13,9% del totale. Parallelamente si è dimezzata la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 4,1%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 21 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Novembre 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Aumenta anche a novembre il debito pubblico che raggiunge i 2.229 miliardi, 5,6 in più di ottobre.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è a 52,4 miliardi di euro (5 in meno rispetto al 2015), risultanti da un disavanzo dello Stato centrale (54,8 miliardi di euro) e da un avanzo di 2,4 miliardi per gli enti locali e previdenziali.
La liquidità del Tesoro è di 46 miliardi di euro, 28 in meno delle disponibilità detenute a ottobre dello scorso anno.
Tenendo conto dell’avanzo di dicembre dello Stato centrale, provvisoriamente fissato dal Mef in 8,9 miliardi di euro e della diminuzione di 2,9 miliardi della liquidità registrata nell’ultimo mese dell’anno, lo stock di debito pubblico dovrebbe collocarsi a 2.218 miliardi di euro, leggermente meglio del target di 2.221 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico) definito nella Nota di aggiornamento al Def (132,8% del Pil).
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per circa 160 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 13,4% del totale. Parallelamente si è dimezzata la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 4,5%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 21 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Ottobre 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
2016_ott_debito_detentori

Il debito pubblico a ottobre 2016 è aumentato di 12,5 miliardi di euro, in controtendenza rispetto ai precedenti due mesi. Tutto lascia pensare che la diminuzione temporanea del debito pubblico tra agosto e settembre, ottenuta grazie a una erosione del conto di Tesoreria, avesse un intento elettorale in vista del referendum dello scorso 4 dicembre.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è a 45,3 miliardi di euro (equivalente a quello dei primi nove mesi del 2015), risultanti da un disavanzo dello Stato centrale (47,6 miliardi di euro) e da un avanzo di 2,3 miliardi per gli enti locali e previdenziali.
La liquidità del Tesoro risale a 47,7 miliardi di euro, 34 in meno delle disponibilità detenute a ottobre dello scorso anno.
Con la Nota di aggiornamento al Def il target  del debito pubblico è stato rivisto al rialzo di circa 8 miliardi, raggiungendo i 2.221 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico),  il 132,8% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), il debito pubblico aumenta e sussiste un margine residuo di crescita da qui alla fine dell’anno inferiore a 10 miliardi di euro.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per circa 150 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 12,9% del totale. Parallelamente si è dimezzata la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 4,9%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 20 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Settembre 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Il debito pubblico a settembre 2016 è sceso di altri 12 miliardi di euro (dopo i 31 di agosto),  pur in presenza di un fabbisogno di 15 miliardi. Il risultato è stato possibile grazie alla diminuzione della liquidità detenuta nel conto di Tesoreria e si tratta, pertanto, di una riduzione del debito tutt’altro che reale.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è a 42,3 miliardi di euro (circa 1 in meno rispetto ai primi nove mesi del 2015), risultanti da un disavanzo dello Stato centrale (43,6 miliardi di euro) e da un avanzo di 1,3 miliardi per gli enti locali e previdenziali.
La liquidità del Tesoro si riduce a 39,3 miliardi di euro, 25 in meno delle disponibilità detenute a settembre dello scorso anno.
Con la Nota di aggiornamento al Def il target  del debito pubblico è stato rivisto al rialzo di circa 8 miliardi, raggiungendo i 2.221 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico),  il 132,8% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), il debito pubblico aumenta e sussiste un margine residuo di crescita da qui alla fine dell’anno di soli 11,6 miliardi di euro.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha comprato titoli di Stato per circa 140 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 12,4% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 5%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 20 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Agosto 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Il debito pubblico ad agosto 2016 è sceso di circa 31 miliardi di euro rispetto a luglio, pur in presenza di un fabbisogno di 5 miliardi, solo per effetto della diminuzione della liquidità detenuta nel conto di Tesoreria.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è a 27,2 miliardi di euro (1,8 in più rispetto ai primi otto mesi del 2015), risultanti da un disavanzo dello Stato centrale (28,8 miliardi di euro) e da un avanzo di 1,6 miliardi per gli enti locali e previdenziali.
La liquidità del Tesoro si riduce di 36,5 miliardi di euro in un solo mese, con un saldo di 64,6 miliardi di euro, 9 in meno rispetto ad agosto dello scorso anno.
Con la Nota di aggiornamento al Def il target  del debito pubblico è stato rivisto al rialzo di circa 8 miliardi, raggiungendo i 2.221 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico),  il 132,8% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), sussiste un margine di aumento residuo da qui alla fine dell’anno di 25 miliardi di euro.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha acquistato titoli di Stato per 131 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 11,9% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta da tutti gli altri investitori.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 18 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Luglio 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Paradossalmente, anche se il debito pubblico a luglio 2016 è aumentato di 3,4 miliardi rispetto a giugno, la situazione è migliorata.
In pratica, la maggior emissione di titoli di Stato non è stata dettata dalla necessità di coprire il fabbisogno, ma solo dalla volontà di accumulare maggiore liquidità nel conto di Tesoreria.
Scende ancora il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno (19,4 miliardi di euro, 7,7 in meno del 2015), tutti dovuti alle maggiori spese dello Stato centrale (20,5 miliardi di euro), mentre enti locali e previdenziali fanno registrare un avanzo di 1,2 miliardi.
La liquidità del Tesoro è aumentata di ulteriori 7,5 miliardi di euro nell’ultimo mese, con un saldo che supera i 100 miliardi di euro, 5 in più rispetto a luglio dello scorso anno.
Il Def ha fissato per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico), il 132,4% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), sussiste un consistente margine di aumento residuo da qui alla fine dell’anno di 26 miliardi di euro.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha acquistato finora 125 miliardi di euro di titoli di Stato, passando dal 5,5% al 11,3% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 5,4%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato circa 16 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Giugno 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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A giugno 2016 il debito pubblico raggiunge i 2.248,8 miliardi di euro, in aumento di 7 miliardi rispetto a maggio. Scende il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno (24,8 miliardi di euro), tutti dovuti alle maggiori spese dello Stato centrale (25,8 miliardi di euro), mentre enti locali e previdenziali fanno registrare un avanzo di 1 miliardo.
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
La liquidità del Tesoro è aumentata di quasi 20 miliardi di euro nell’ultimo mese, ma il saldo di 92,5 miliardi è comunque inferiore di 8,4 miliardi rispetto a giugno dello scorso anno.
Il Def ha fissato per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico), il 132,4% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), il margine di aumento residuo da qui alla fine dell’anno è ora di 21 miliardi di euro, in miglioramento rispetto allo scorso mese.
Da marzo 2015, con l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha acquistato finora più di 100 miliardi di euro di titoli di Stato, passando dal 5,5% al 10,8% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 5,6%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato quasi 16 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Maggio 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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A maggio 2016 il debito pubblico giunge a 2.241,8 miliardi di euro, in aumento di 3 miliardi rispetto ad aprile. Il fabbisogno della pubblica amministrazione da inizio anno è stato di 36,7 miliardi di euro, quasi tutti dovuti alle maggiori spese dello Stato centrale.
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
Il Def ha fissato per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico), il 132,4% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), il margine di aumento residuo da qui alla fine dell’anno è di appena 8,4 miliardi di euro.
Dopo l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha acquistato finora più di 100 miliardi di euro di titoli di Stato, passando dal 5,5% al 10,8% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 5,9%.  Nell’ambito del Quantitative Easing la Banca d’Italia ha anche acquistato 15 miliardi di euro di obbligazioni di Cassa Depositi e Prestiti e di altre società a partecipazione statale.

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Aprile 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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Ad aprile 2016 il debito pubblico ha raggiunto i 2.230,8 miliardi di euro, in aumento di 2 miliardi rispetto a marzo. Il fabbisogno della pubblica amministrazione cumulato da inizio anno è stato di 34,5 miliardi di euro, quasi tutti dovuti alle maggiori spese dello Stato centrale.
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
Il Def ha fissato per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico), il 132,4% del Pil. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), esiste un margine di aumento di appena 11,3 miliardi di euro, da qui alla fine dell’anno.
Dopo l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia  ha acquistato finora titoli per 83,7miliardi di euro, passando dal 5,5% al 9,8% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,8% al 5%. Imprese e famiglie si sono disfatte di 85 miliardi di euro.

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Marzo 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Titoli di Stato per settore detentore prima e dopo il Quantitative Easing (composizione percentuale)
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A marzo 2016 il debito pubblico ha toccato i 2.228 miliardi di euro, in aumento di 13 miliardi rispetto a febbraio. Nel primo trimestre, il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato di 26,7 miliardi di euro, quasi tutti dovuti alle maggiori spese dello Stato centrale.
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
Il Def ha fissato per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (linea tratteggiata del grafico), il 132,4% del Pil). Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa), esiste un margine di aumento di appena 20 miliardi di euro, da qui alla fine dell’anno. Trovano fondamento, pertanto, le perplessità della Commissione europea sul percorso di rientro dell’Italia dal debito pubblico, fin troppo elevato.
Dopo l’avvio del programma di acquisti di titoli di Stato da parte delle banche centrali (Quantitative Easing), la Banca d’Italia ha acquistato titoli per 77 miliardi di euro, passando dal 5,5% al 9,6% del totale. Parallelamente è diminuita la quota posseduta dagli investitori privati che si è ridotta dal 9,3% al 5%. Imprese e famiglie si sono disfatte di 76 miliardi di euro. In leggero calo anche la quota detenuta dagli investitori stranieri.

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Febbraio 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A febbraio 2016 si impenna il debito pubblico che sfiora i 2.215 miliardi di euro, 21,5 miliardi in più dello scorso mese. Il fabbisogno della pubblica amministrazione è stato, però, solo di 11,4 miliardi, perchè gli altri 10,1 sono serviti per aumentare la liquidità sul conto di tesoreria.
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
Il Def, di recente pubblicazione, fissa per quest’anno il target  del debito pubblico a 2.213 miliardi di euro (132,4% del Pil). Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria, accumulate rispetto allo scorso dicembre (linea rossa del grafico), il debito pubblico  ha ancora un ampio margine di 37 miliardi di euro.

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Gennaio 2016

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2016 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Inizia il 2016 e riprende l’altalena del debito pubblico, cresciuto di 21,6 miliardi di euro in un mese, anche se le entrate hanno superato le uscite di 5,5 miliardi. Ma per quale motivo? All’inizio dell’anno il Tesoro mette da parte un po’ di soldi e le disponibilità liquide passano da 35,7 a 63,5 miliardi di euro (quasi 28 in più del mese scorso).
I prestiti internazionali restano stabili a 58,2 miliardi di euro.
Per quest’anno l’asticella del debito pubblico è stata fissata in 2.205 miliardi di euro nella Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre. Al netto delle maggiori disponibilità del conto di Tesoreria il debito pubblico diminuisce e c’è un ampio margine di 42 miliardi di euro.

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Dicembre 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Il debito pubblico nel 2015 è aumentato di quasi 34 miliardi di euro, 9 miliardi in meno del deficit (il primo marzo l’Istat renderà noto il dato ufficiale).
Tale risultato è stato reso possibile grazie a due fattori:
i) dismissioni mobiliari per 6,5 miliardi di euro (0,4% di Pil), il doppio dello scorso anno;
ii) riduzione di quasi 11 miliardi di euro (0,6% di Pil) della liquidità detenuta nel conto della Tesoreria, che si riduce ad appena 35,7 miliardi di euro.
Lo stock di debito pubblico è inferiore di 2,4 miliardi rispetto a quanto previsto dal Governo nella Nota di aggiornamento al Def di settembre scorso. Se così non fosse stato, la ridotta crescita del Pil nominale (non dovrebbe superare l’1%, anzichè 1,3%) avrebbe causato uno sforamento del rapporto debito/Pil ben oltre il livello di 132,8% promesso dal Governo e accettato dalla Commissione europea.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sfiora i 50 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 61 miliardi e un avanzo di 11,7 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Aumenta di quasi 40 miliardi di euro lo stock di titoli di Stato a medio-lungo termine, che rappresentano il 78,7% del debito pubblico.

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Novembre 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A novembre il debito pubblico è rimasto stabile, grazie a una riduzione di 7,3 miliardi di euro del conto di Tesoreria che ha coperto il maggior fabbisogno.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione supera i 53 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 60,5 miliardi e un avanzo di 7,5 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Dall’inizio dell’anno Il debito pubblico è aumentato di 76 miliardi di euro. Per la prima volta in quest’anno il debito pubblico al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico) supera il target 2015 previsto dal Governo.

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Ottobre 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A ottobre il debito pubblico è aumentato di 19,7miliardi di euro, con un peggioramento del fabbisogno di 2 miliardi di euro e un aumento di 17,7 miliardi di euro della liquidità della Tesoreria.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sfiora i 45 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 53,3 miliardi e un avanzo di 8,3 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Il debito pubblico è al di sopra del tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro (76 miliardi in più dall’inizio dell’anno). Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), il margine residuo di aumento è di soli 4,5 miliardi di euro.

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Settembre 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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A settembre il debito pubblico è aumentato di 7 miliardi di euro, con un peggioramento del fabbisogno di 17,9 miliardi di euro e una riduzione di 9,7 miliardi di euro della liquidità della Tesoreria.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione supera i 42 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 47,4 miliardi e un avanzo di 4,5 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Il debito pubblico è al di sopra del tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro (37,2 miliardi in più rispetto a dicembre 2014). Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), il margine residuo di aumento è di soli 7 miliardi di euro.

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Agosto 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro (milioni di euro)
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Con l’ultimo Bollettino statistico la Banca d’Italia ha rivisto al rialzo lo stock di debito pubblico per un ammontare di circa 1 miliardo di euro (500 milioni nel 2012 e altrettanti nel 2013). Per effetto di tale modifica il rapporto debito/Pil per il 2014 è ora di 132,3% rispetto a 132,1% indicato nella Nota di aggiornamento al Def
Ad agosto, pur in presenza di un fabbisogno di 7 miliardi di euro, il debito pubblico è sceso di 15,5 miliardi di euro, grazie a una riduzione di 22,5 miliardi di euro della liquidità della Tesoreria.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione sfiora i 25 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 29,2 miliardi e un avanzo di oltre 4 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Il debito pubblico è al di sopra del tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro (37,2 miliardi in più rispetto a dicembre 2014). Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), resta ancora un margine di aumento per i restanti mesi di 23,7 miliardi di euro.

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Luglio 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoroluglio 2015 (milioni di euro)
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A luglio 2015 il debito pubblico è sceso di 4,5 miliardi di euro, tornando al di sotto dei 2.200 miliardi di euro. Parallelamente è anche diminuito dello stesso importo la liquidità della Tesoreria.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione è di 18 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 21,4 miliardi e un avanzo di circa 3,4 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
Il debito pubblico ha superato di circa 27 miliardi il tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro (37,2 miliardi in più rispetto a dicembre 2014). Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), resta ancora un margine di aumento per i restanti mesi di 31,5 miliardi di euro.

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Giugno 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesorogiugno 2015 (milioni di euro)
2015_giu_debito_graf
A giugno 2015 il debito pubblico è diminuito di quasi 15 miliardi di euro, pur rimanendo sopra al tetto dei 2.200 miliardi di euro.
A metà anno il fabbisogno della pubblica amministrazione è di 18,5 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 20,9 miliardi e un avanzo di circa 2,4 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
La liquidità della Tesoreria supera i 100 miliardi (a giugno 2014 era superiore di quasi 5 miliardi).
Il debito pubblico ha superato di circa 30 miliardi il tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro (37,2 miliardi in più rispetto a dicembre 2014). Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), resta però ancora un margine di aumento per i restanti mesi di quasi 32 miliardi di euro.

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Maggio 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
2015_mag_debito_comp

Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoromaggio 2015 (milioni di euro)
2015_mag_debito_graf
A maggio 2015 il debito pubblico ha sfondato il tetto dei 2.200 miliardi di euro.
Cresce ancora la quota dei titoli a medio-lungo termine (78,6%) e per la prima volta nel 2015 gli scarti di emissione sono stati negativi per 1,3 miliardi di euro.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione nei primi 5 mesi è di 33 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 31,9 miliardi e di circa 1,1 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
La liquidità della Tesoreria è  aumentata di circa 18 miliardi di euro, superando i 100 miliardi (a maggio 2014 era 92,3 miliardi di euro).
Il debito pubblico ha superato di 46 miliardi il tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro. Al netto della variazione della disponibilità di cassa rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), resta però ancora un margine di aumento per i restanti mesi di circa 17 miliardi di euro.

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Aprile 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoroaprile 2015 (milioni di euro)
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Ad aprile 2015 il debito pubblico è cresciuto di altri 10 miliardi e ha sfiorato i 2.200 miliardi di euro.
Cresce ancora la quota dei titoli a medio-lungo termine (78,3%).
Il fabbisogno della pubblica amministrazione nei primi 4 mesi è di 28,4 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 27,9 miliardi e di circa 0,5 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
La liquidità della Tesoreria è  aumentata di circa 4 miliardi di euro.
Il debito pubblico ha superato di 22 miliardi il tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro. Al netto della variazione della disponibilità rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), il margine di aumento per i restanti mesi è di circa 23 miliardi di euro.

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Marzo 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesoro – marzo 2015 (milioni di euro)
2015_mar_debito_graf

A marzo 2015 il debito pubblico ha raggiunto il nuovo tetto massimo di 2.184,5 miliardi di euro.
In aumento di 15 miliardi lo stock di titoli a medio-lungo termine e di quasi 1 miliardo di prestiti.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione nei primi 3 mesi è di 22 miliardi di euro, con un deficit dello Stato di 21,5 miliardi e una disponibilità di circa 0,5 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
La liquidità della Tesoreria è  rimasta stabile allo scorso mese.
Il debito pubblico ha superato il tetto programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) posto a 2.172 miliardi di euro. Al netto della variazione della disponibilità rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), il margine di aumento per i restanti mesi è di circa 29 miliardi di euro.

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Febbraio 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2015 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesorofebbraio 2015 (milioni di euro)
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A febbraio 2015 il debito pubblico ha raggiunto il nuovo tetto massimo di 2.169 miliardi di euro.
In aumento lo stock di titoli a medio-lungo termine e di prestiti, mentre si riduce di circa 2 miliardi di euro la passività del fondo salva Stati Efsf.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione nei primi 2 mesi è di 3,4 mld di euro, con un deficit dello Stato di 4,2 miliardi e una disponibilità di circa 0,8 miliardi per le amministrazioni locali e gli enti previdenziali.
La liquidità della Tesoreria è  diminuita a febbraio di circa 3,5 miliardi, ma risulta comunque molto consistente.
Il debito pubblico programmatico per il 2015 (linea tratteggiata) non dovrebbe superare i 2.172 miliardi di euro e, al netto della variazione della disponibilità rispetto a dicembre 2013 (linea rossa nel grafico), il margine di aumento per i restanti mesi è di circa 45 miliardi di euro.

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Gennaio 2015

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati – (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico e liquidità disponibile del Tesorogennaio 2015 (milioni di euro)
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A gennaio 2015 il debito pubblico ha ripreso a crescere  raggiungendo quota 2.166 miliardi di euro.
L’aumento del debito non è, però, dovuto a necessità di cassa. Il mese di gennaio si è chiuso, infatti, con una disponibilità (entrate superiori alle uscite) di 4,6 miliardi complessivi per la P.A., di cui 3,1 miliardi dello Stato (3,3 miliardi secondo il Mef).
La liquidità della Tesoreria è pertanto aumentata di 36 miliardi di euro, di cui 31 dovuti ad accumulo di maggior debito. Evidentemente, il Tesoro sta approfittando della congiuntura favorevole per emettere titoli di Stato con tassi di interesse molto bassi.
Il debito pubblico al netto della variazione della disponibilità (linea rossa nel grafico) è in calo rispetto al mese precedente.

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Dicembre 2014

Debito delle amministrazioni pubbliche per settore detentoredicembre 2014 (valori percentuali)
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Debito delle amministrazioni pubbliche per settore detentore– 1988-2014 (milioni di euro e valori percentuali)
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Il debito pubblico italiano è attualmente detenuto per il 51% dagli istituti di credito e dalle altre istituzioni finanziarie e monetarie; per il 34% da non residenti; per il 10% da privati residenti e per il 5% dalla Banca d’Italia.
Dal 1988 ad oggi il debito pubblico è quadruplicato e si è profondamente modificata la composizione dei suoi detentori.
Nel 1988 (a pochi anni dallo storico divorzio con il Tesoro) la Banca d’Italia possedeva il 14% del debito pubblico e la quota è andata progressivamente diminuendo fino a stabilizzarsi al 5%.
Le istituzioni finanziarie e monetarie residenti sono passate dal 25% al 51% del totale, superando il miliardo di euro posseduto.
Diminuisce sia in valore che in termini percentuali dal 57% al 10% la quota detenuta dai privati residenti, segnando la scomparsa dei cosiddetti ‘bot people’.
Gli investitori stranieri hanno ritenuto sempre più appetibili i titoli di Stato e gli altri strumenti dei debito pubblico, fino a raggiungere un massimo del 42% nel 2009. Negli anni della crisi dei debiti sovrani  si è registrato un progressivo ridimensionamento, fino a tornare oggi, con oltre 700 milioni di euro, ad una quota equivalente al periodo pre-euro.

Debito delle amministrazioni pubbliche, conto tesoreria e pagamenti ai fondi salva-stati2013-2014 (milioni di euro e valori percentuali)
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Andamento dello stock di debito pubblico nel 2014 e liquidità disponibile del Tesorodicembre 2014 (milioni di euro)
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L’anno 2014 si è chiuso con un debito pubblico a 2.135 miliardi di euro, 66 in più dello stock di fine 2013 e 5 in meno di quanto previsto nella Nota di aggiornamento al Def di settembre.
La composizizione si è spostata ancor più verso i titoli a medio-lungo termine, che ormai rappresentano poco meno dell’80% del debito complessivo. La vita media residua dei titoli di debito pubblico (6,8 anni) è, però, rimasta invariata.
Il fabbisogno della P.A. per il 2014 è di 65,8 miliardi di euro in miglioramento di 11,3 miliardi di euro. Esso deriva da un fabbisogno
di 78,5 miliardi delle amministrazioni centralie da un attivo di 12,7 miliardi da parte delle amministrazioni locali e degli enti previdenziali.
Il deposito di tesoreria alla fine del 2014 è stato di 46,3 miliardi di euro, con un aumento di 8,6 miliardi della liquidità disponibile.
Il sostegno finanziario ai Paesi dell’euro attraverso i meccanismi dell’EFSF e dell’ESM è costato 4,7 miliardi di euro aggiuntivi.

 

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