Occupazione – unità di lavoro annue

(aggiornato il 3 settembre 2026)

Fonte: Istat – Conti economici annuali e trimestrali

L’ammontare delle unità di lavoro annue a tempo pieno (Ula),  si ottiene dividendo il numero di ore lavorate per quelle previste dal contratto collettivo di riferimento (un lavoratore in servizio dal 1° gennaio al 31 dicembre è considerato una unità, mentre un dipendente occupato part-time conterà per una frazione, se lavora 6 mesi, varrà 0,5 Ula). L’andamento delle Ula, tiene conto implicitamente delle varie tipologie di lavoro atipico e fornisce risposte più precise per la valutazione delle politiche di intervento sul mondo del lavoro, rispetto a quanto si riesce a desumere considerando gli occupati.

Secondo trimestre 2026

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2026 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2026 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel primo trimestre 2026 gli occupati sono cresciuti del 8,2%, in posizione intermedia le unità di lavoro annue (+4,9%) e a un livello inferiore
il Pil (+2,7%).
Negli ultimi 11 trimestri (da ottobre 2023), le unità di lavoro crescono più del Pil, facendo registrare un andamento anomalo.
L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Nel secondo trimestre 2026 le Ula sono risultate pari a 25,7 milioni, in aumento congiunturale di 0,4%, il doppio del Pil.
Il rapporto tra Ula e numero di occupati resta inferiore al 95%, evidenziando una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, rappresentano il 71% del totale e sono quasi invariati rispetto al primo trimestre, mentre continuano a crescere i lavoratori indipendenti (+1% nel secondo trimestre), anche se rispetto al 2008 sono andate perdute 220 mila unità (-2,9%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (74%) cresciuti di 0,5%. Nel terziario, aumenta in particolare di 51 mila unità l’occupazione
nel commercio, trasporto, alloggio e ristorazione e di 27 mila
nelle attività professionali, scientifiche, tecniche e di supporto.
In calo gli occupati dell’industria in senso stretto (-0,4%), che rispetto al 2008 ha perso 666 mila unità (-14,9%), per la progressiva terziarizzazione dell’economia e quelli in agricoltura (-1,5%), mentre crescono gli occupati nel settore delle costruzioni (+1,9%).

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Primo trimestre 2026

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2026 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2026 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel primo trimestre 2026 gli occupati sono cresciuti del 7,8%, mentre le unità di lavoro annue (+4,5%) e il Pil (+2,5%) sono a un livello inferiore.
Negli ultimi 10 trimestri (da ottobre 2023), le unità di lavoro crescono più del Pil, ma nel 2026 la tendenza sembra essersi interrotta.
L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Nel primo trimestre 2026 le Ula sono risultate pari a 25,7 milioni, in aumento congiunturale di 0,3%, lo stesso fatto registrare dal Pil.
Il rapporto tra Ula e numero di occupati torna a calare. Il livello inferiore al 95% evidenzia una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, rappresentano il 71% del totale e sono invariati rispetto alla fine del 2025, mentre continuano a crescere i lavoratori indipendenti (+1% nell’ultimo trimestre), anche se rispetto al 2008 sono andate perdute quasi 300 mila unità (-3,8%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%) cresciuti di 0,3%. Nel terziario, aumenta in particolare di 48 mila unità l’occupazione nelle attività professionali, scientifiche, tecniche e di supporto e di 17 mila nel commercio, trasporto, alloggio e ristorazione.

Poco movimentate l’industria in senso stretto (+0,2%), che rispetto al 2008 ha perso 654 mila unità (-14,6%), per la progressiva terziarizzazione dell’economia e le costruzioni (+0,1%), mentre crescono gli occupati in agricoltura (+0,7%).

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Anno 2025

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2025 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2025 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel 2025 gli occupati sono cresciuti del 6,9%, mentre il Pil (+1,9%) e le unità di lavoro annue (+3,8%) sono a un livello inferiore.
Nel 2025 le Ula sono risultate pari a 25,5 milioni, in aumento di 1,3% (300 mila unità in più in un anno), a fronte di una crescita del Pil di solo 0,5%. L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica per il secondo anno consecutivo un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Il rapporto tra Ula e numero di occupati è risalito a 94,9%, ma è ancora  lontano dall’invertire la tendenza di una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, che rappresentano il 71%, sono aumentati di 1% ed è più accelerata la ripresa dei lavoratori indipendenti (+1,8%), anche se restano ancora quattrocento mila unità in meno rispetto al 2008 (-5,5%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%) cresciuti di 1,8%. Nel terziario, aumenta in particolare di 128 mila unità l’occupazione nel settore pubblico (+2,7%), di 63 mila unità nelle attività artistiche, riparazione di beni, altri servizi (+5,4%) e di 60 mila unità nei collaboratori domestici (+4,1%).

Ancora in crescita il settore delle costruzioni (+2,3%), nonostante la fine degli incentivi sull’edilizia, con un aumento di 425 mila unità rispetto al 2019. In calo l’industria in senso stretto (-1,1%), con una riduzione di 656 mila rispetto al 2008 (-14,7%), come anche gli occupati in agricoltura.

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Terzo trimestre 2025

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2025 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2025 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel terzo trimestre 2025 gli occupati sono cresciuti del 6,7%, mentre le unità di lavoro annue (+4,1%) e il Pil (+1,7%) sono a un livello inferiore.
Negli ultimi 8 trimestri (da ottobre 2023), le unità di lavoro crescono più del Pil e la tendenza si va accentuando.
L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Nel terzo trimestre 2025 le Ula sono risultate pari a 25,6 milioni, in aumento congiunturale di 0,6%, a fronte di un aumento molto più contenuto del Pil (+0,1%).
Il rapporto tra Ula e numero di occupati sale a 95,4%, ma ancora insufficiente per invertire la tendenza di una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, rappresentano il 71% e registrano una variazione di 56 mila unità (+0,3%), mentre è più accentuata la ripresa dei lavoratori indipendenti (+1,2%), anche se rispetto al 2008 sono andate perdute 320 mila unità (-4,2%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%) cresciuti di 0,6%. Nel terziario, aumenta in particolare di 87 mila unità l’occupazione nel commercio, trasporto, alloggio e ristorazione.

In crescita l’industria in senso stretto (+0,4%), che rispetto al 2008 ha perso 591 mila unità (-13,2%), per la progressiva terziarizzazione dell’economia. Tiene anche il settore delle costruzioni (+0,6%) e riprendono a crescere anche gli occupati in agricoltura (+0,7%).

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Secondo trimestre 2025

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2025 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2025 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel secondo trimestre 2025 gli occupati sono cresciuti del 6,3%, mentre il Pil (+1,3%) e le unità di lavoro annue (+3,2%) sono a un livello inferiore.
Negli ultimi 7 trimestri (da ottobre 2023), le unità di lavoro crescono più del Pil e la tendenza si va accentuando.
L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Nel secondo trimestre 2025 le Ula sono risultate pari a 25,3 milioni, in aumento congiunturale di 0,2%, a fronte di un calo del Pil (-0,1%).
Il rapporto tra Ula e numero di occupati sale a 94,9%, ma ancora insufficiente per invertire la tendenza di una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, rappresentano il 71% e non registrano alcuna variazione di unità, mentre è più accentuata la ripresa dei lavoratori indipendenti (+0,7%), anche se rispetto al 2008 sono andate perdute 431 mila unità (-5,6%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%) cresciuti di 0,1%. Nel terziario, aumenta in particolare di 25 mila unità l’occupazione nel commercio, trasporto, alloggio e ristorazione
e di 21 mila unità nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, servizi di supporto.
In crescita l’industria in senso stretto (+0,6%), che rispetto al 2008 ha perso 631 mila unità (-14,2%), per la progressiva terziarizzazione dell’economia. Cala il settore delle costruzioni (-0,1%) e in misura più rilevante continuano a diminuire gli occupati in agricoltura (-0,6%).

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Primo trimestre 2025

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2007-2025 (indice 2007=100)

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2025 (migliaia di unità)

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)

L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2007 (prima della grande crisi finanziaria), nel primo trimestre 2025 gli occupati sono cresciuti del 6,5%, mentre il Pil (+1,4%) e le unità di lavoro annue (+3,1%) sono a un livello inferiore.
Nell’ultimo periodo (6 trimestri), le unità di lavoro crescono più del Pil e la tendenza si è accentuata a inizio 2025.
L’aumento delle unità di lavoro superiore ai volumi prodotti implica un calo della produttività del lavoro, o, comunque, uno spostamento della produzione su settori a minor valore aggiunto, invertendo un trend di aumento della produttività sperimentato durante l’emergenza Covid.
Nel primo trimestre 2025 le Ula sono risultate pari a 25,3 milioni, in aumento congiunturale di 0,7%, a fronte di una crescita del Pil di solo 0,3%.
Il rapporto tra Ula e numero di occupati è stabile a 94,6% e ben  lontano dall’invertire la tendenza di una marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro. Fino al 2002, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti, rappresentano il 72%, con un aumento in linea con la media, mentre è più accentuata la ripresa dei lavoratori indipendenti (+0,9%), anche se rispetto al 2008 sono andate perdute 500 mila unità (-6,5%).
Tra i settori, la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%) cresciuti di 1%. Nel terziario, aumenta in particolare di 90 mila unità l’occupazione nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, servizi di supporto e di 59 mila unità nel commercio, trasporto, alloggio e ristorazione.

In leggera crescita il settore delle costruzioni mentre è invariata l’industria in senso stretto, che rispetto al 2008 ha perso 659 mila unità (-14,7%), per la progressiva terziarizzazione dell’economia. Continuano a diminuire gli occupati in agricoltura.

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Occupazione – Unità di lavoro annue 2024

Occupazione – Unità di lavoro annue 2023

Occupazione – Unità di lavoro annue 2022

Occupazione – Unità di lavoro annue 2021

Occupazione – Unità di lavoro annue 2020

Occupazione – Unità di lavoro annue 2019

Occupazione – Unità di lavoro annue 2018

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