Previsioni macroeconomiche

(aggiornato il 20 maggio 2022)
Fonte: Ministero dell’Economia e Commissione europea

Confronto previsioni crescita (Pil reale) principali istituzioni – Anni 2022-2023 (valori percentuali)
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Spring Forecast 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico) e Spring Forecast. Anni 2022-2023 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2021, Def 2022 (quadro programmatico), Autumn 2021 e Spring 2022 Forecast. Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Le stime di Primavera 2022 della Commissione europea confermano le incertezze del quadro attuale, dopo la forte ripresa del 2021, a causa della crisi ucraina. La Commissione europea prevede per l’Italia una crescita del Pil inferiore rispetto a quella ipotizzata nel Def.
Il Pil (reale) aumenterà del 2,4% nel 2022 e dell 1,9% nel 2023, rinviando al prossimo anno il pieno recupero del livello pre-Covid del 2019.
Per il 2022 l’Italia farà registrare una crescita inferiore a quella dell’Eurozona (+2,7%), sebbene superiore a quella della Germania (+1,7%).
La Commissione stima un deflatore oltre il 3%, che si riflette su un livello del Pil nominale alla fine del prossimo anno inferiore di circa 20 miliardi, rispetto alle previsioni del Def.

Loutput gap (differenza tra Pil potenziale e Pil reale), è ancora leggermente negativo nel 2022 (-0,5 punti), per poi tornare in positivo nel 2023 (+0,3 punti).
La Commissione europea ha sospeso anche per il 2022 il Patto di stabilità e crescita, incluso il percorso di rientro verso il pareggio di bilancio in termini strutturali.
L’Italia continua a registrare un disavanzo primario (-2% nel 2022 e -1,1% nel 2023) e una spesa per interessi elevata (3,5%  nel 2022 e 3,2% nel 2023, di gran lunga i valori più alti dell’eurozona), con la conseguenza che l’indebitamento nel 2022 sarà di 5,5% del Pil, ben maggiore degli altri Paesi, per poi ridursi al -4,3%  nel 2023.
In discesa il debito pubblico, che toccherà il 147,9% rispetto al Pil alla fine di quest’anno, con un calo di circa 3 punti, per poi ridursi al 146,8% nel 2023, con le previsioni della Commissione europea più alte di quelle governative del Def.

 

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DEF 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico), Anni 2022-2025 (milioni di euro e valori percentuali)
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(*) Previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Def di settembre 2021

Evoluzione del debito pubblico – Def 2022, Nota def 2021, Autumn Forecast,  Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Il 2022 si preannuncia in tutta la sua complessità, derivante dallo scenario di guerra internazionale che ha modificato le prospettive di crescita economica.
Dopo la forte ripresa del 2021 (+6,6%, comunque insufficente per recuperare la caduta del 2020 e tornare ai livelli pre-Covid), il Pil crescerà del 3,1% nel 2021, ovvero il 6,3% a prezzi correnti (la differenza è dovuta all’inflazione causata dai prodotti energetici).
Si tratta di valutazioni che, come sottolineato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, hanno fortissimi elementi di incertezza, soprattutto se l’invasione russa in Ucraina dovesse protrarsi ancora nei prossimi mesi.
I vincoli di bilancio previsti dal Patto di Stabilità e Crescita restano sospesi, nel timore che possano frenare la ripresa.
L’indebitamento netto, dovrebbe attestarsi al 5,6% nel 2022, in linea con quanto ipotizzato nella Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre, anche per effetto di uno scostamento di 0,4 punti percentuali.
L’output gap, che misura la differenza tra la crescita potenziale e quella reale, è previsto a -0,7% per quest’anno, con una lieve riduzione della crescita potenziale, un indicatore fortemente discrezionale. Il pareggio di bilancio (in termini strutturali), è un obiettivo ormai non più alla portata, anche in considerazione del fatto che, a seguito dell’epidemia prima e del caro enrgia poi, lo Stato ha dovuto assicurare in via prioritaria la tenuta economica e sociale del Paese.
Il debito pubblico (in rapporto al Pil) proseguirà nel 2022 il sentiero di discesa (147%), anche se il livello aumenterà di 85 miliardi. Per gli anni successivi, il percorso di riduzione potrebbe anche avviarsi a un ritmo consistente, ma il raggiungimento del target indicato dal Fiscal compact (anch’esso al momento sospeso) non è in questo momento ipotizzabile.

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Autumn Forecast 2021

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Nota aggiornamento Def (quadro programmatico) e Autumn Forecast. Anni 2021-2023 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2021, Def 2021, Autumn 2021 e Spring 2021 Forecast. Anni 2020-2024 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Le Stime di autunno 2021 della Commissione europea confermano la robusta ripresa dell’economia dopo il crollo del 2020 causato dalla pandemia.
Il Pil (reale) aumenterà del 6,2% nel 2021, ben oltre la media del 5% dell’Eurozona, anche se si deve ricordare che lo scorso anno l’economia italiana fece registrare una delle cadute più pesanti. Nei prossimi due anni le stime di crescita della Commissione sono più prudenti di circa mezzo punto percentuale rispetto a quelle del Governo italiano.
La Commissione prevede un deflatore più basso nel 2021, che si riflette su un livello del Pil nominale inferiore rispetto alla Nadef (-3,8 miliardi nel 2021, -13,6 nel 2022 e -24,8 nel 2023).

Loutput gap (differenza tra Pil potenziale e Pil reale), è più contenuto secondo la Commissione, per la quale alla fine del 2022, l’Italia sarebbe prossima a uscire dal ciclo negativo (-0,2).
La Commissione europea ha prorogato fino alla fine del 2022 la sospensione del Patto di stabilità e crescita, incluso il percorso di rientro verso il pareggio di bilancio in termini strutturali.
L’Italia continuerà a registrare un disavanzo primario (-5,9% nel 2021. -2,9 nel 2022 e -1,4% nel 2023) e una spesa per interessi del 3,4%  nel 2021, 2 punti in più dell’eurozona. Di conseguenza l’indebitamento alla fine di quest’anno sarà il 9,4% del Pil, per ridursi negli anni successivi al 5,8% nel 2022 e al 4,3% nel 2023, laddove la stima governativa è più ottimistica.
Dopo il picco del 2020 a 155,6%, il debito pubblico sembra intraprendere un percorso di discesa rispetto al Pil, pur continuando a crescere in termini assoluti: alla fine del 2023 per la Commssione europea arriverà a sfiorare i 3 mila miliardi di euro, quasi 30 in più di quanto previsto dal Governo.

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Nota aggiornamento Def 2021

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica –  Nota aggiornamento al Def (quadro programmatico) e Spring Forecast. Anni 2021-2022 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2021 (quadro programmatico), Def 2021, Spring Forecast 2021, Autumn Forecast 2020. Anni 2020-2024 (valori percentuali rispetto al Pil)
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La Nota di aggiornamento di settembre, ha rivisto sostanzialmente le stime iniziali, per tenere conto del miglioramento del quadro macroeconomico.

La crescita nei primi 6 mesi del 2021 si è rivelata più consistente di quanto si poteva prevedere a inizio anno, soprattutto per la ripresa dei consumi interni, che hanno beneficiato di minori restrizioni per l’emergenza sanitaria.

Tutto lascia ritenere che il Pil possa crescere quest’anno del 6%, ben oltre il 5% della stima estiva della Commissione europea (summer forecast) che ancora non incorpora appieno le mutate condizioni. 

Anche le prospettive per gli anni a venire sembrano incoraggianti, tuttavia la NaDef tiene in scarsa considerazione il tema della sostenibilità, raramente citata nel testo e mai associata alla crescita del Pil.

Rispetto al Def l’indebitamento nominale aumenta in termini assoluti di 2,7 miliardi (da 165,1 a 167,8), ma si riduce in rapporto al Pil, facendo registrare persino un miglioramento al 9,4% rispetto al 9,6% del 2020. In particolare rispetto ad aprile, crescono le imposte dirette di 6,6 miliardi, le dirette di 3,4, i contributi di 5, mentre diminuiscono di 5,1 miliardi le altre entrate in conto capitale. Tra le spese aumentano gli altri trasferimenti in conto capitale di 8,4 miliardi, i consumi intermedi di 4, gli interessi passivi di 2,9 e i redditi da lavoro di 2 (nonostante il mancato rinnovo dei contratti di lavoro dei pubblici dipendenti), mentre si riducono di 4,7 miliardi gli investimenti pubblici e di 2,6 i contributi in conto capitale.

Anche i dati di finanza pubblica corretti per il ciclo economico sono stati completamente rivisti e l’output gap (tra il Pil reale e quello potenziale) al -4,1%, è ora inferiore alle stime della Commissione europea, con l’indebitamento strutturale, al -7,6% quest’anno e al -5,5% nel 2022.

Appare anche meno catastrofica la situazione del debito pubblico, che lo scorso anno era balzato al 155,6%, ma che avrebbe intrapreso fin dal 2021 un percorso di discesa che dovrebbe portarlo a 146,1% nel 2024.   Il ritmo di discesa è comunque troppo lento per soddisfare la ‘regola del debito’ prevista nel Fiscal Compact (sebbene il Patto di Stabilità e Crescita sia al momento congelato e potrebbe essere rivisto prima della sua riattivazione). In termini assoluti, il debito pubblico aumenterà nel 2021 di 158 miliardi di euro giungendo a 2.731 miliardi, per poi crescere fino a 2.900 nel 2024.

 

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Spring Forecast 2021

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico) e Spring Forecast. Anni 2021-2022 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2020, Def 2021 (quadro programmatico), Autumn 2020 e Spring 2021 Forecast. Anni 2020-2024 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Le stime di Primavera 2021 della Commissione europea confermano il percorso di recupero in atto, dopo la caduta del 2020. Tuttavia la Commissione europea prevede per l’Italia una crescita del Pil inferiore rispetto a quella ipotizzata nel Def.
Il Pil (reale) aumenterà del 4,5% nel 2021 e del 4,8% nel 2022, senza tuttavia recuperare pienamente il livello pre-Covid del 2019.
Per il 2021 l’Italia farà registrare una crescita in linea con quella dell’Eurozona (+4,3%) e superiore a quella della Germania (+3,4%), che tuttavia ha avuto un calo ben più contenuto nel 2020.
La Commissione stima un deflatore più contenuto nel 2021 e 2022, che si riflette su un livello del Pil nominale alla fine del prossimo anno inferiore di 20 miliardi.

Loutput gap (differenza tra Pil potenziale e Pil reale), è ancora fortemente negativo nel 2021 (-4,8 punti), per poi ridursi sensibilmente nel 2022 (-1,4 punti).
La Commissione europea ha sospeso anche per il 2021 il Patto di stabilità e crescita, incluso il percorso di rientro verso il pareggio di bilancio in termini strutturali.
L’Italia – come del resto gli altri Paesi – registrerà un disavanzo primario (-8,4% nel 2021 e -2,8% nel 2022) e una spesa per interessi elevata (3,3%  nel 2021 e 2,9% nel 2022, i valori più alti dell’eurozona), con la conseguenza che l’indebitamento nel 2021 sarà di 11,7% del Pil, ben maggiore degli altri Paesi, per poi dimezzarsi  nel 2022.
Note dolenti provengono dal debito pubblico, in quanto sfiorerà il 160% rispetto al Pil alla fine di quest’anno, con un aumento di circa 4 punti, per poi ridiscendere di 3 nel 2022, facendo saltare tutte le prospettive di rientro previste dalla regola del debito. Le previsioni della Commissione europea sono in linea con quelle governative del Def.

 

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DEF 2021

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico), Anni 2021-2024 (milioni di euro e valori percentuali)
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(*) Previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Def di settembre 2020

Evoluzione del debito pubblico – Def 2021, Nota def 2020, Autumn Forecast, Anni 2020-2024 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Il 2021 dovrebbe essere l’anno della ripartenza per l’economia dopo il crollo del 2020 dovuto all’emergenza sanitaria.
Dopo il calo dell’8,9% del 2020, il Pil recupererà il 4,5% nel 2021, ovvero il 5,6% a prezzi correnti (quasi 100 miliardi di euro). Con l’ulteriore crescita prevista per il 2022 si dovrebbe poter tornare ai livelli pre-crisi.
Si tratta di valutazioni che, come sottolineato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, hanno “fortissimi elementi di incertezza, indotti dall’unicità dell’evento pandemico in corso e dalla mancanza di informazioni relative a un precedente storico cui fare riferimento”.
I vincoli di bilancio previsti dal Patto di Stabilità e Crescita restano sospesi, concedendo spazio a politiche espansive per sostenere i settori tuttora in difficoltà.
L’indebitamento netto, dovrebbe salire all’11,8% nel 2021, ben oltre il 5,3% ipotizzato nella Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre, anche per effetto dei due scostamenti aggiuntivi da 32 e da 40 miliardi  autorizzati dal Parlamento. Nel 2024, alla fine dell’orizzonte di previsione dovrebbe collocarsi al 3,4%.
L’output gap, che misura la differenza tra la crescita potenziale e quella reale, è previsto al -4,9% per quest’anno, con un lieve aumento della crescita potenziale, un indicatore fortemente discrezionale. Il pareggio di bilancio (in termini strutturali), è un obiettivo ormai non più alla portata, anche in considerazione del fatto che, a seguito dell’epidemia, lo Stato ha dovuto assicurare in via prioritaria la tenuta economica e sociale del Paese.
Il debito pubblico (in rapporto al Pil) aumenterà nel 2021 a 159,8% (quasi 170 miliardi di maggior debito). Per gli anni successivi, il percorso di riduzione potrebbe anche avviarsi a un ritmo consistente, ma il target indicato dal Fiscal compact (anch’esso al momento sospeso) non è in questo momento ipotizzabile.

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Previsioni macroeconomiche – anno 2020

Previsioni macroeconomiche – anno 2019

Previsioni macroeconomiche – anno 2018

Previsioni macroeconomiche – anno 2017

Previsioni macroeconomiche – anno 2016

Previsioni macroeconomiche – anno 2015

Previsioni macroeconomiche – anno 2014

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