Previsioni macroeconomiche

(aggiornato il 11 novembre 2022)
Fonte: Ministero dell’Economia e Commissione europea

Confronto previsioni crescita (Pil reale) principali istituzioni – Anni 2022-2023 (valori percentuali)
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Autumn Forecast 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Nota aggiornamento Def (quadro programmatico) e Autumn Forecast. Anni 2022-2024 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2022, Def 2022, Autumn 2022 e Spring 2022 Forecast. Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Le Stime di autunno 2022 della Commissione europea mostrano per quest’anno la tenuta dell’economia italiana, nonostante le tensioni internazionali sul versante energetico a causa della guerra in Ucraina.
Il Pil (reale) aumenterà del 3,8% nel 2022, ben oltre la media del 3,2% dell’Eurozona, recuperando pienamente i livelli pre pandemici. Nei prossimi due anni le stime di crescita della Commissione sono più prudenti rispetto a quelle del Governo italiano.
La Commissione prevede un deflatore si poco più alto nel 2022, che si riflette su un livello del Pil nominale superiore rispetto alla Nadef di quasi 4 miliardi. Nei 2 anni successivi, però la situazione si inverte, con una minore crescita nominale di quasi 20 miliardi nel 2023 e 40 nel 2024.

Secondo la Commissione loutput gap (differenza tra Pil reale e Pil potenziale), segnala la presenza di un ciclo positivo già dal 2022 (+0,8), che proseguirà nel prossimo biennio.
La Commissione europea ha prorogato fino alla fine del 2023 la sospensione del Patto di stabilità e crescita, incluso il percorso di rientro verso il pareggio di bilancio in termini strutturali.
L’Italia continuerà a registrare un disavanzo primario (-1,1% nel 2022, +0,4 nel 2023 e -0,1% nel 2024) e una spesa per interessi del 4%  quest’anno, la più alta dell’eurozona, con 2,4 punti più della media. Di conseguenza l’indebitamento alla fine di quest’anno sarà il 5,1% del Pil (5,6% secondo il quadro programmatico del Governo che prevede nuovi aiuti a imprese e famiglie entro la fine dell’anno), per ridursi al 3,6% nel 2023 e riaumentare al 4,2% nel 2024, mentre la stima governativa prevede un percorso più ottimistico di rientro.
Dopo il picco del 2020 a 155,6%, il debito pubblico, pur continuando a crescere in termini assoluti, ha intrapreso un percorso di discesa rispetto al Pil, favorito dall’inflazione, ma comunque insufficiente a rispettare la regola del debito anche in un’ottica di prospettiva (forward looking).

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Nota aggiornamento Def 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica –  Nota aggiornamento al Def (quadro tendenziale) e Spring Forecast. Anni 2022-2023 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2022 (quadro tendenziale), Def 2022, Spring Forecast 2022, Autumn Forecast 2021. Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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La Nota di aggiornamento di settembre, ha rivisto sostanzialmente le stime iniziali, per tenere conto delle mutate condizioni del quadro macroeconomico. In attesa della formazione del nuovo Governo che si farà carico della prossima Legge di bilancio, quello uscente si è limitato a rivedere il quadro tendenziale (a legislazione vigente).

La crescita nei primi 6 mesi del 2022 si è rivelata più consistente di quanto si poteva prevedere a inizio anno, nonostante le tensioni internazionali derivanti dal conflitto in Ucraina. Tuttavia, nella seconda metà dell’anno gli scenari macroeconomici si vanno deteriorando, con effetti di trascinamento sugli anni a venire.

L’aumento dei prezzi, a partire dall’impennata di quelli energetici, fa tornare centrale il tema dell’inflazione, facendo registrare differenze significative tra le stime nominali e quelle reali.

Tutto lascia ritenere che il Pil possa crescere quest’anno del 3,3%, ben oltre il 2,4% della stima estiva della Commissione europea (summer forecast) che non incorporava le mutate condizioni. 

Le prospettive per gli anni a venire sono invece più caute e la NaDef tiene in scarsa considerazione il tema della sostenibilità, raramente citata nel testo e mai associata alla crescita del Pil.

Rispetto al Def l’indebitamento nominale aumenta in termini assoluti di 1,6 miliardi (da 95,2 a 96,8), ma si riduce in rapporto al Pil, facendo registrare un miglioramento al 5,1% rispetto al 5,6% del quadro programmatico del Def.
In particolare rispetto ad aprile, crescono le imposte dirette di 14,6 miliardi, le indirette di 6,6, i contributi e le altre entrate di 1, mentre diminuiscono di 3,7 miliardi le altre entrate in conto capitale.
Tra le spese aumentano le altre uscite correnti per 13,3 miliardi, gli interessi passivi di 9,3, le prestazioni sociali diverse dalle pensioni di 7, 2, i consumi intermedi di 4,3, mentre si riducono di 8,8 miliardi gli investimenti pubblici (per i ritardi che si stanno accumulando nel Pnrr), di 3,6 i contributi in conto capitale e di 1,4 gli altri trasferimenti in conto capitale.

Cresce la pressione fiscale che dovrebbe raggiungere il 43,9%, mezzo punto più del 2021.

Anche i dati di finanza pubblica corretti per il ciclo economico sono stati rivisti e l’assenza di output gap (tra il Pil reale e quello potenziale) è ora superiore alle stime della Commissione europea (-0,5%), con l’indebitamento strutturale, al -5,5% quest’anno e al -3,6% nel 2023.

La crescita oltre le attese del Pil nominale a causa dell’inflazione, fa apparire meno catastrofica la situazione del debito pubblico, che avrebbe intrapreso un percorso di discesa che dovrebbe portarlo a 139,3% nel 2025 (era il 134,1% nel 2019, prima della pandemia).  Il ritmo di discesa è comunque troppo lento per soddisfare la ‘regola del debito’ prevista nel Fiscal Compact (sebbene il Patto di Stabilità e Crescita sia al momento congelato fino a tutto il 2023 e potrebbe essere rivisto prima della sua riattivazione). In termini assoluti, il debito pubblico aumenterà nel 2022 di 80 miliardi di euro giungendo a 2.758 miliardi, per poi crescere fino a 2.976 nel 2025.

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Spring Forecast 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico) e Spring Forecast. Anni 2022-2023 (valori percentuali)
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Evoluzione del debito pubblico – Nota Def 2021, Def 2022 (quadro programmatico), Autumn 2021 e Spring 2022 Forecast. Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Le stime di Primavera 2022 della Commissione europea confermano le incertezze del quadro attuale, dopo la forte ripresa del 2021, a causa della crisi ucraina. La Commissione europea prevede per l’Italia una crescita del Pil inferiore rispetto a quella ipotizzata nel Def.
Il Pil (reale) aumenterà del 2,4% nel 2022 e dell 1,9% nel 2023, rinviando al prossimo anno il pieno recupero del livello pre-Covid del 2019.
Per il 2022 l’Italia farà registrare una crescita inferiore a quella dell’Eurozona (+2,7%), sebbene superiore a quella della Germania (+1,7%).
La Commissione stima un deflatore oltre il 3%, che si riflette su un livello del Pil nominale alla fine del prossimo anno inferiore di circa 20 miliardi, rispetto alle previsioni del Def.

Loutput gap (differenza tra Pil reale e Pil potenziale), è ancora leggermente negativo nel 2022 (-0,5 punti), per poi tornare in positivo nel 2023 (+0,3 punti).
La Commissione europea ha sospeso anche per il 2022 il Patto di stabilità e crescita, incluso il percorso di rientro verso il pareggio di bilancio in termini strutturali.
L’Italia continua a registrare un disavanzo primario (-2% nel 2022 e -1,1% nel 2023) e una spesa per interessi elevata (3,5%  nel 2022 e 3,2% nel 2023, di gran lunga i valori più alti dell’eurozona), con la conseguenza che l’indebitamento nel 2022 sarà di 5,5% del Pil, ben maggiore degli altri Paesi, per poi ridursi al -4,3%  nel 2023.
In discesa il debito pubblico, che toccherà il 147,9% rispetto al Pil alla fine di quest’anno, con un calo di circa 3 punti, per poi ridursi al 146,8% nel 2023, con le previsioni della Commissione europea più alte di quelle governative del Def.

 

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DEF 2022

Previsioni dei principali indicatori macroeconomici e di finanza pubblica – Def (quadro programmatico), Anni 2022-2025 (milioni di euro e valori percentuali)
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(*) Previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Def di settembre 2021

Evoluzione del debito pubblico – Def 2022, Nota def 2021, Autumn Forecast,  Anni 2021-2025 (valori percentuali rispetto al Pil)
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Il 2022 si preannuncia in tutta la sua complessità, derivante dallo scenario di guerra internazionale che ha modificato le prospettive di crescita economica.
Dopo la forte ripresa del 2021 (+6,6%, comunque insufficente per recuperare la caduta del 2020 e tornare ai livelli pre-Covid), il Pil crescerà del 3,1% nel 2021, ovvero il 6,3% a prezzi correnti (la differenza è dovuta all’inflazione causata dai prodotti energetici).
Si tratta di valutazioni che, come sottolineato dall’Ufficio parlamentare di bilancio, hanno fortissimi elementi di incertezza, soprattutto se l’invasione russa in Ucraina dovesse protrarsi ancora nei prossimi mesi.
I vincoli di bilancio previsti dal Patto di Stabilità e Crescita restano sospesi, nel timore che possano frenare la ripresa.
L’indebitamento netto, dovrebbe attestarsi al 5,6% nel 2022, in linea con quanto ipotizzato nella Nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre, anche per effetto di uno scostamento di 0,4 punti percentuali.
L’output gap, che misura la differenza tra la crescita reale e quella potenziale, è previsto a -0,7% per quest’anno, con una lieve riduzione della crescita potenziale, un indicatore fortemente discrezionale. Il pareggio di bilancio (in termini strutturali), è un obiettivo ormai non più alla portata, anche in considerazione del fatto che, a seguito dell’epidemia prima e del caro enrgia poi, lo Stato ha dovuto assicurare in via prioritaria la tenuta economica e sociale del Paese.
Il debito pubblico (in rapporto al Pil) proseguirà nel 2022 il sentiero di discesa (147%), anche se il livello aumenterà di 85 miliardi. Per gli anni successivi, il percorso di riduzione potrebbe anche avviarsi a un ritmo consistente, ma il raggiungimento del target indicato dal Fiscal compact (anch’esso al momento sospeso) non è in questo momento ipotizzabile.

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Previsioni macroeconomiche – anno 2021

Previsioni macroeconomiche – anno 2020

Previsioni macroeconomiche – anno 2019

Previsioni macroeconomiche – anno 2018

Previsioni macroeconomiche – anno 2017

Previsioni macroeconomiche – anno 2016

Previsioni macroeconomiche – anno 2015

Previsioni macroeconomiche – anno 2014

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