Bilancio dello Stato

(aggiornato il 19 agosto 2020)

Il bilancio dello Stato, approvato entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello cui si riferisce, è analizzato nelle sue principali componenti di entrata e di spesa, anche in prospettiva storica, evidenziando la gestione dei residui.

Rendiconto 2019

Rendiconto generale dello Stato – Quadro riassuntivo anno 2019 (milioni di euro)
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Fonte: Open Bdap

Le previsioni definitive del bilancio dello Stato per il 2019, indicavano, per la gestione di competenza, un saldo netto da finanziare negativo per 57 miliardi da coprire con 63 miliardi di prestiti aggiuntivi rispetto ai rimborsi di passività finanziarie da effettuare.

Le cose sono però andate diversamente, con un saldo netto da finanziare positivo per 2,3 miliardi (per la prima volta dal 2013), dovuto a quasi 21 miliardi di maggiori accertamenti in entrata e a 41 miliardi di minori impegni di spesa. Ancor più positivo è il risparmio pubblico (differenza tra entrate correnti tributarie ed extratributarie e uscite correnti) che sfiora i 50 miliardi di euro. L’accensione di nuovi prestiti si è ridotta di 32 miliardi a fronte di 9 miliardi di minori rimborsi, generando un saldo totale di 42,8 miliardi.

In termini di cassa, i pagamenti hanno ecceduto le riscossioni di quasi 52 miliardi, che al netto delle operazioni finanziarie generano un saldo negativo per 10,6 miliardi. Nell’esercizio finanziario 2019 lo scarto tra residui attivi e passivi è positivo per 53,4 miliardi di euro.

La gestione in conto residui mostra riscossioni per 29,6 miliardi e pagamenti per 44,7 miliardi, con un maggior esborso per 15,1 miliardi, che porta ad una esposizione complessiva di cassa per 25,7 miliardi.

Al 31 dicembre lo stock di residui attivi eccede quello dei passivi per 102 miliardi.

Per quanto riguarda le entrate si evidenzia la criticità nella gestione dei residui attivi, con quasi 50 miliardi di entrate tributarie ed extratributarie cancellate nel 2019 perchè non più recuperabili  e la scarsa capacità di riscossione delle sanzioni relative alle imposte dirette ed indirette.

Dal lato delle uscite l’attenzione si pone, invece, sulla scarsità di risorse destinate alla spesa in conto capitale, che rappresenta appena l’8,3% degli impegni a fronte del 91,7% di quella corrente.

Un’altra criticità è quella dei trasferimenti correnti e in conto capitale che lo Stato effettua nei confronti di altre amministrazioni pubbliche e in particolare lo scostamento tra impegni di spesa ed effettivi pagamenti, che si traduce nella creazione di residui passivi che creano criticità di gestione agli enti che dovrebbero ricevere tali risorse.

Un ulteriori aspetto è quello della molteplicità di fondi specifici che si sono stratificati negli anni durante le varie leggi di bilancio, che non rispondono ad una logica di modernizzazione del Paese e che potrebbero essere oggetto di un esame approfondito per effettuare una razionalizzazione della spesa pubblica, da sempre invocata e mai messa in atto.

Nel documento completo sono presenti numerosi spunti che consentirebbero di procedere ad un taglio consistente alla spesa corrente, soprattutto in quei settori assistiti che non hanno alcuna prospettiva di sopravvivenza, in favore di un rilancio degli investimenti in settori strategici per lo sviluppo sostenibile, sulla spinta del Recovery and Resilience Plan, da redarre nei prossimi mesi per accedere ai cospicui finanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea per fronteggiare la ripresa dalla grave recessione conseguente alla pandemia da Covid-19.

Tutte le tavole sono disponibili in Open Data.

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Rendiconto 2018

Entrate (documento Pdf)
Uscite    (documento Pdf)

 

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