Occupazione – unità di lavoro annue

(aggiornato il 10 settembre 2018)
Fonte: Istat – Conti economici trimestrali

L’ammontare delle unità di lavoro annue a tempo pieno (Ula),  si ottiene dividendo il numero di ore lavorate per quelle previste dal contratto collettivo di riferimento (un lavoratore in servizio dal 1° gennaio al 31 dicembre è considerato una unità, mentre un dipendente occupato part-time conterà per una frazione, se lavora 6 mesi, varrà 0,5 Ula). L’andamento delle Ula, tiene conto implicitamente delle varie tipologie di lavoro atipico e fornisce risposte più precise per la valutazione delle politiche di intervento sul mondo del lavoro, rispetto a quanto si riesce a desumere considerando gli occupati.

Secondo trimestre 2018

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T2/2018 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
2018_T2_Ula_Occ

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
2018_T2_Ula_tav

Nel secondo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono poco più di 24,1 milioni, a fronte di un maggior numero di occupati (25,3 milioni). L’ulteriore aumento del gap tra le due grandezze (95,4 Ula per 100 occupati) sottintende una maggiore precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di quasi 100 mila unità rispetto al trimestre precedente (+0,4%) e di oltre 200 mila unità in un anno (+0,9%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare circa 900 mila unità (-3,6%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,5%) che tendenziale (+2%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,7%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 658 mila unità (-8,6%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in cui risultano in crescita su base congiunturale (+0,5%) e tendenziale (+0,9%), ma anche rispetto al 2008 (+1,7%). Il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative.
Prosegue la crisi dell’industria in senso stretto (-701 mila unità dall’inizio della crisi, -15,7%) e delle costruzioni (-485 mila unità, -25,1%), ancora in calo anche su base congiunturale.

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Primo trimestre 2018

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
2018_T1_Ula_tav

Nel primo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono poco più di 24 milioni, a fronte di un maggior numero di occupati (25,1 milioni).
Rispetto al trimestre precedente le Ula totali sono rimaste invariate, ma sono aumentate in un anno di 0,4% (108 mila unità). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare più di un milione di unità (4%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,2%) che tendenziale (+1,7%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,9%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 727 mila unità (-9,4%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in cui risultano in crescita su base congiunturale (+0,1%) e tendenziale (+0,5%), ma anche rispetto al 2008 (+1,4%). Il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative.
Prosegue la crisi dell’industria in senso stretto (-734 mila unità dall’inizio della crisi) e delle costruzioni (-477 mila unità, -24,7%), ancora in calo su base congiunturale nel primo trimestre dell’anno.

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