Occupazione – unità di lavoro annue

(aggiornato il 10 giugno 2018)
Fonte: Istat – Conti economici trimestrali

L’ammontare delle unità di lavoro annue a tempo pieno (Ula),  si ottiene dividendo il numero di ore lavorate per quelle previste dal contratto collettivo di riferimento (un lavoratore in servizio dal 1° gennaio al 31 dicembre è considerato una unità, mentre un dipendente occupato part-time conterà per una frazione, se lavora 6 mesi, varrà 0,5 Ula). L’andamento delle Ula, tiene conto implicitamente delle varie tipologie di lavoro atipico e fornisce risposte più precise per la valutazione delle politiche di intervento sul mondo del lavoro, rispetto a quanto si riesce a desumere considerando gli occupati.

Primo trimestre 2018

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
2018_T1_Ula_tav

Nel primo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono poco più di 24 milioni, a fronte di un maggior numero di occupati (25,1 milioni).
Rispetto al trimestre precedente le Ula totali sono rimaste invariate, ma sono aumentate in un anno di 0,4% (108 mila unità). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare più di un milione di unità (4%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,2%) che tendenziale (+1,7%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,9%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 727 mila unità (-9,4%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in cui risultano in crescita su base congiunturale (+0,1%) e tendenziale (+0,5%), ma anche rispetto al 2008 (+1,4%). Il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative.
Prosegue la crisi dell’industria in senso stretto (-734 mila unità dall’inizio della crisi) e delle costruzioni (-477 mila unità, -24,7%), ancora in calo su base congiunturale nel primo trimestre dell’anno.

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