Occupazione – unità di lavoro annue

(aggiornato il 2 giugno 2020)
Fonte: Istat – Conti economici annuali e trimestrali

L’ammontare delle unità di lavoro annue a tempo pieno (Ula),  si ottiene dividendo il numero di ore lavorate per quelle previste dal contratto collettivo di riferimento (un lavoratore in servizio dal 1° gennaio al 31 dicembre è considerato una unità, mentre un dipendente occupato part-time conterà per una frazione, se lavora 6 mesi, varrà 0,5 Ula). L’andamento delle Ula, tiene conto implicitamente delle varie tipologie di lavoro atipico e fornisce risposte più precise per la valutazione delle politiche di intervento sul mondo del lavoro, rispetto a quanto si riesce a desumere considerando gli occupati.

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Primo trimestre 2020

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T1/2020 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel primo trimestre 2020 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) subiscono una diminuzione di 1,27 milioni di unità (-5,2%), a seguito del ‘lockdown’ a marzo delle attività produttive e commerciali per l’emergenza sanitaria. Il crollo delle ore lavorate e le misure di protezione dell’occupazione messe in atto dal governo (indennità di disoccupazione e divieto di licenziamento) hanno aumentato il gap tra le due grandezze (90,2 Ula per 100 occupati), toccando un minimo mai raggiunto dal 1995.
Anche il confronto con il primo trimestre del 2019 è impietoso, con una perdita di 1,2 milioni di unità (-5%), mentre a confronto con il 2008 (inizio della precedente crisi economica) il calo è di oltre 2 milioni di unità  (-8,3%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale (-4,7% su base congiunturale e  -4,3% tendenziale) e si allontana ulteriormente l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (84%).
La diminuzione è ancora più consistente per i lavoratori indipendenti, che sono 470 mila in meno dello scorso trimestre (-6,7%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (74%), che hanno perso 781 mila unità (-4,4%). A farne le spese è stato soprattutto il settore che comprende commercio, trasporto, servizi di alloggio e ristorazione (-696 mila unità, -11,4%).
Ancora più pesante nell’ultimo trimestre è stato il calo dell’industria  in senso stretto (-318 mila unità, -8,5%) e delle costruzioni (-163 mila unità, -10,7%).

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Anno 2019

Occupati, Unità di lavoro annue e Pil – 2008-2019  (indice 2008=100)
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Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2019  (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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L’andamento delle unità di lavoro a tempo pieno (Ula) segue molto più da vicino la variazione del Pil di quanto non faccia il conteggio degli occupati. Posto uguale a 100 il livello raggiunto nel 2008 (inizio della crisi economica), nel 2019 gli occupati tornano a superarlo per la prima volta, mentre il Pil (96,9%) e le unità di lavoro annue (96,7%) mostrano che la risalita in Italia non è stata ancora completata.
Nel 2019 le Ula  sono aumentate di 0,3% (circa 62 mila unità), in linea con la crescita del Pil . Rispetto al 2008 restano ancora da recuperare più di 800 mila unità (-3,3%).
Il numero di occupati è, invece, aumentato del doppio (0,6%) e il gap tra le due grandezze (94,9 Ula per 100 occupati), denota una ancora più marcata e persistente precarietà nel mondo del lavoro, che è andata aumentando negli ultimi anni. Fino al 2005, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e ad essi è dovuto per intero l’aumento registrato nel 2019 (+0,4%), anche se si allontana sempre più l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,2%).
Sostanzialmente stabili i lavoratori indipendenti (- 3 mila unità), che rispetto al 2008 sono diminuiti di 662 mila unità (-8,6%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in aumento di 48 mila unità (+0,3%). Tra i settori più dinamici le attività immobiliari (+2,7%); i servizi di informazione e comunicazione (+2,4%); i trasporti e immagazzinaggio (+1,9%); le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,4%). In calo i servizi domestici (-2,1%); le attività finanziarie e assicurative (-1,8%) e il commercio (-0,6%). Rispetto al 2008, in cui le Ula dei servizi sono cresciute nel complesso di 1,9%, si registrano aumenti consistenti tra le attività amministrative e di supporto (+23%) e nei servizi di alloggio e ristorazione (+18%).
In discesa di 16 mila unità l’industria  in senso stretto (-0,4%), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-723 mila unità, -16,1%) e ben difficilmente si tornerà a quei livelli. Mostrano segni di ripresa le costruzioni (+1,9% nel 2019), che rispetto al 2008 hanno perso 408 mila unità (-21,2%).

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Terzo trimestre 2019

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T3/2019 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel terzo trimestre 2019 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono leggermente aumentate (63 mila unità), con un recupero rispetto agli cresciuti di 63 mila unità. Il gap tra le due grandezze (95,3 Ula per 100 occupati) conferma il perdurare di una consistente precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di 134 mila unità rispetto allo scorso anno (+0,6%). A confronto con il 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare 676 mila unità (-2,7%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale, in leggero aumento su base congiunturale (+0,3%) e  tendenziale (+0,9%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (89%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 649 mila unità (-8,4%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in aumento nell’ultimo trimestre di 55 mila unità . Rispetto al 2008, il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche (+14,9%), mentre la contrazione maggiore si è avuta tra le attività finanziarie e assicurative (-12,4%) e nel settore pubblico (-1,6%).
Ancora in leggero calo nell’ultimo trimestre l’industria  in senso stretto (-10 mila unità), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-688 mila unità, -15,3%). Proseguono le perdite nelle costruzioni (-2 mila unità nel trimestre, -450 mila unità rispetto al 2008).

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Secondo trimestre 2019

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T2/2019 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel secondo trimestre 2019 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono rimaste stabili (24,3 milioni) mentre gli occupati sono cresciuti di 120 mila unità (25,5 milioni). Il gap tra le due grandezze (95,2 Ula per 100 occupati) aumenta, confermando il perdurare di una consistente precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di 130 mila unità rispetto allo scorso anno (+0,5%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare 731 mila unità (-2,9%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale, invariati su base congiunturale e in leggero aumento tendenziale (+0,9%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (89,2%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 665 mila unità (-8,6%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in aumento nell’ultimo trimestre di 68 mila unità . Rispetto al 2008, il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche (+13,1%), mentre la contrazione maggiore si registra nel settore pubblico (-1,2%) e tra le attività finanziarie e assicurative (-10,4%).
In leggero calo l’industria  in senso stretto (-8 mila unità), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-634 mila unità, -14,2%). Proseguono le perdite nelle costruzioni (-33 mila unità nel trimestre, -466 mila unità rispetto al 2008).

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Primo trimestre 2019

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T1/2019 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel primo trimestre 2019 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono aumentate di 89 mila unità (24,3 milioni) e gli occupati di 35 mila unità (25,4 milioni). Il gap tra le due grandezze (95,7 Ula per 100 occupati) si riduce leggermente, ma resta una consistente precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di 239 mila unità rispetto allo scorso anno (+1%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare 739 mila unità (-3%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,5%) che tendenziale (+1,1%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (89,2%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 677 mila unità (-8,8%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in aumento nell’ultimo trimestre di 38 mila unità . Rispetto al 2008, il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche (+12,3%), mentre la contrazione maggiore si registra nel settore pubblico (-1%) e tra le attività finanziarie e assicurative (-8,7%).
In ripresa l’industria  in senso stretto (+46 mila unità), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-630 mila unità, -14,1%). Proseguono le perdite nelle costruzioni (-28 mila unità nel trimestre, -424 mila unità rispetto al 2008).

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Anno 2018

Occupati e Unità di lavoro annue – 1995-2018  (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono aumentate di 0,8% (circa 200 mila unità), in linea con la crescita del Pil (0,9%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare circa 900 mila unità (-3,5%).
Anche gli occupati sono cresciuti nella stessa misura e il gap tra le due grandezze (95,3 Ula per 100 occupati), denota una persistente precarietà nel mondo del lavoro che è andata aumentando negli ultimi anni. Fino al 2005, il numero di occupati era persino inferiore alle unità di lavoro (ogni individuo lavorava mediamente più di quanto previsto).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero di 217 mila unità (+1,3%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,7%).
Calano di ulteriori 24 mila unità i lavoratori indipendenti (-0,3%), che rispetto al 2008 sono diminuiti di 671 mila unità (-8,7%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in aumento di 136 mila unità (+0,8%). Tra i settori più dinamici le attività amministrative e di supporto (+3,7%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,1%), le attività immobiliari (+3%), i servizi di informazione e comunicazione (+2,8%) e quelli di alloggio e ristorazione (+1,4%). In leggera contrazione il commercio e i trasporti. Rispetto al 2008, in cui le Ula dei servizi sono cresciute nel complesso di 1,5%, si registrano aumenti consistenti tra le attività amministrative e di supporto (+20,2%) e nei servizi di alloggio e ristorazione (+15,9%).
In ripresa l’industria  in senso stretto (+51 mila unità), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-689 mila unità, -15,4%). Non mostrano segni di ripresa le costruzioni, che rispetto al 2008 hanno perso 413 mila unità (-21,4%).

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Terzo trimestre 2018

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T3/2018 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
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Nel terzo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono aumentate di 25 mila unità (24,1 milioni), mentre gli occupati sono diminuiti di 70 mila unità (25,3 milioni). Il gap tra le due grandezze (95,5 Ula per 100 occupati) si riduce leggermente, ma resta una consistente precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di 100 mila unità rispetto allo scorso anno (+0,4%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare circa 900 mila unità (-3,6%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,2%) che tendenziale (+0,6%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (89,1%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 683 mila unità (-8,9%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), che sono diminuite nell’ultimo trimestre di 21 mila unità . Rispetto al 2008, il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nel settore pubblico e tra le attività finanziarie e assicurative.
In ripresa l’industria  in senso stretto (+40 mila unità), ma è ancora pesante il bilancio con l’inizio della crisi  (-659 mila unità, -14,7%), come anche per le costruzioni (+10 mila unità nel trimestre, -435 mila unità rispetto al 2008).

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Secondo trimestre 2018

Occupati e Unità di lavoro annue – T1/1995-T2/2018 dati destagionalizzati (migliaia di unità)
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Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
2018_T2_Ula_tav

Nel secondo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono poco più di 24,1 milioni, a fronte di un maggior numero di occupati (25,3 milioni). L’ulteriore aumento del gap tra le due grandezze (95,4 Ula per 100 occupati) sottintende una maggiore precarietà nel mondo del lavoro.
Nel complesso le Ula sono aumentate di quasi 100 mila unità rispetto al trimestre precedente (+0,4%) e di oltre 200 mila unità in un anno (+0,9%). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare circa 900 mila unità (-3,6%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,5%) che tendenziale (+2%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,7%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 658 mila unità (-8,6%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in cui risultano in crescita su base congiunturale (+0,5%) e tendenziale (+0,9%), ma anche rispetto al 2008 (+1,7%). Il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative.
Prosegue la crisi dell’industria in senso stretto (-701 mila unità dall’inizio della crisi, -15,7%) e delle costruzioni (-485 mila unità, -25,1%), ancora in calo anche su base congiunturale.

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Primo trimestre 2018

Unità di lavoro annue – dati destagionalizzati (migliaia di unità e valori percentuali)
2018_T1_Ula_tav

Nel primo trimestre 2018 le unità di lavoro a tempo pieno (Ula) sono poco più di 24 milioni, a fronte di un maggior numero di occupati (25,1 milioni).
Rispetto al trimestre precedente le Ula totali sono rimaste invariate, ma sono aumentate in un anno di 0,4% (108 mila unità). Rispetto al 2008 (inizio della crisi economica) restano ancora da recuperare più di un milione di unità (4%).
I dipendenti rappresentano il 71% del totale e sono in recupero sia su base congiunturale (+0,2%) che tendenziale (+1,7%), anche se resta lontano l’obiettivo dell’occupazione a tempo pieno (88,9%).
In calo i lavoratori indipendenti, che rispetto al 2008 sono diminuiti di 727 mila unità (-9,4%).
Tra i settori la maggior parte delle unità di lavoro è concentrata nei servizi (73%), in cui risultano in crescita su base congiunturale (+0,1%) e tendenziale (+0,5%), ma anche rispetto al 2008 (+1,4%). Il settore più dinamico è quello delle attività professionali, scientifiche e teniche, mentre la contrazione maggiore si registra nelle attività finanziarie e assicurative.
Prosegue la crisi dell’industria in senso stretto (-734 mila unità dall’inizio della crisi) e delle costruzioni (-477 mila unità, -24,7%), ancora in calo su base congiunturale nel primo trimestre dell’anno.

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