Bilancio dei Comuni

(aggiornato il 1 ottobre 2020)

L’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti locali, prevista dal D.lgs 118/2011 è divenuta pienamente operativa con il Rendiconto 2016. Il Conto del bilancio, il Conto economico, lo Stato patrimoniale e il Piano degli indicatori e dei risultati sono pubblicati sul sito internet di ciascun Comune nella sezione Amministrazione trasparente –> Bilanci subito dopo l’approvazione del Rendiconto annuale, che deve avvenire entro il 30 aprile dell’anno successivo. Il Piano degli indicatori e dei risultati di rendiconto degli enti locali (di seguito Piano degli indicatori o Piano), è un sistema di rapporti statistici normalizzati, costruiti secondo criteri e metodologie comuni, che consente di confrontare in maniera omogenea numerosi aspetti dei bilanci comunali. Ciascuna categoria che compone il Piano degli indicatori è stata trasformata in punteggi standardizzati, dai quali si ricava un indicatore sintetico della capacità di amministrazione dei Comuni[1].

Rendiconto 2019 – Grandi città

Nell’ambito del monitoraggio sul bilancio finanziario ed economico-patrimoniale dei 32 comuni italiani di maggiori dimensioni, si anticipano i risultati dell grandi città italiane.

Sintesi dei principali risultati

A seguito dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 il termine per l’approvazione del rendiconto 2019 è stato rinviato al 30 giugno 2020, con Bari, Torino e Napoli in leggero ritardo. Ancora non approvato – o comunque non pubblicato – il bilancio consuntivo di Palermo.
Nel 2019, si è arrestato il percorso di risanamento delle finanze: il disavanzo complessivo è stato di 3,9 miliardi di euro (erano 2,5 nel 2018), di cui 2,6 miliardi solo a Napoli; i debiti da finanziamento sono 13,2 miliardi (+0,5%). In crescita del 1,1% il patrimonio netto.
Su ogni residente delle grandi città italiane (neonati inclusi) grava mediamente un debito di 2.284 euro nei confronti dell’amministrazione locale (+0,4% rispetto al 2018). L’indebitamento pro-capite è massimo a Torino (3.824 euro), Milano (2.946 euro), Napoli (2.794 euro), Roma (2.150 euro).
Il ritardo medio nel pagamento delle fatture commerciali è di 49 giorni (dopo la loro scadenza), ma a Napoli i fornitori devono attendere 396 giorni (75 in più che nel 2018), a Torino 49 giorni, a Roma 27 e a Milano 12 .
La percentuale di riscossione delle entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa (Titolo 1) è pari al 64% del valore accertato, invariata rispetto al 2018.
Il Fondo crediti di dubbia esigibilità cresce di oltre 1 miliardo e raggiunge i 10,5 miliardi (di cui 4,4 miliardi a Roma), il 51% del totale dei residui attivi.
La capacità di pagamento degli impegni di spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia (Missione 12) è il 68%, con Napoli che non supera il 41% Ogni dipendente comunale costa mediamente 391 euro per cittadino, ma a Venezia diventano 464.
Gli investimenti complessivi pro capite sono stati di 201 euro (23 in più dello scorso anno) con 366 euro per abitante a Milano e solo 86 a Torino.

L’indicatore sintetico della capacità di amministrazione vede al primo posto la conferma di  Venezia (+11,8), seguita da Bologna (+8,9) e Genova (+6,9); anche Bari, Milano e Firenze conseguono un punteggio positivo. Agli ultimi posti Napoli(-15,8), Torino (-13,5) e Roma (-7,6).

Rapporto Grandi città 2019
Open data

Rendiconto 2018

L’analisi del rendiconto di gestione dei principali comuni italiani, è giunto alla sua terza edizione.  Obiettivi del progetto sono:
– aggregare i dati del bilancio finanziario ed economico-patrimoniale dei 32 comuni italiani di maggiori dimensioni  (comprendono circa un quinto del totale della popolazione) per offrire un quadro di sintesi di un importante settore della finanza locale;
– valorizzare il contenuto informativo del Piano degli indicatori, anche in un’ottica di confronto sintetizzata mediante una graduatoria  della capacità amministrativa  dei Comuni;
– rendere facilmente accessibili e scaricabili da un unico portale i dati di bilancio e una relazione ad uso del cittadino, che contiene anche alcuni dati di contesto (secondo uno schema standard di tabelle  e grafici).

Sintesi dei principali risultati

Anche nel 2018, è proseguito il percorso di risanamento delle finanze: il disavanzo complessivo è stato di 3,12 miliardi di euro (-12,9% rispetto al 2017), di cui 1,6 miliardi solo a Napoli; i debiti da finanziamento sono 16,2 miliardi (-3,6%). In crescita del 7% il patrimonio netto.
Su ogni residente dei maggiori Comuni italiani (neonati inclusi) grava mediamente un debito di 1.723 euro nei confronti dell’amministrazione locale. L’indebitamento pro-capite è massimo a Torino (3.876 euro), Milano (3.029 euro), Salerno (2.746 euro), Napoli (2.645 euro), Reggio Calabria (2.555 euro), Roma (2.093 euro) e Genova (1.926 euro).
Il ritardo medio nel pagamento delle fatture commerciali è di 37 giorni (dopo la loro scadenza), ma a Napoli i fornitori devono attendere 321 giorni, a Salerno 260 e a Reggio Calabria 214.
La percentuale di riscossione delle entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa (Titolo 1) è pari al 63% del valore accertato, invariata rispetto al 2017.
La capacità di pagamento
degli impegni di spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia (Missione 12) è il 69%, con Napoli ferma al 28%.
Ogni dipendente comunale costa mediamente 363 euro per cittadino, ma a Trieste diventano 524.
Gli investimenti complessivi pro capite sono stati di 171 euro (21 in più dello scorso anno) anche se a Trieste hanno raggiunto i 486 euro, mentre a Latina sono solo 16 euro.

L’indicatore sintetico della capacità di amministrazione vede al primo posto Ravenna (+9,7), seguita da Parma (+8,4) e Modena (+7,2), tutte e tre dell’Emilia Romagna. Cagliari (+6,2) è la prima città del mezzogiorno. 
La peggiore città, ma fuori classifica in quanto non è stato ancora approvato e pubblicato il rendiconto 2018, non può che essere Catania, che si trova in condizioni di dissesto finanziario.
Tra quelle monitorate, agli ultimi posti Napoli (-19), Reggio Calabria (-18,1) e Salerno (-14). Torino (-11,6 punti) è l’unica città del nord con punteggio fortemente negativo. Arretra nel punteggio e non guadagna posizioni Roma (-8,6 punti).

Rapporto completo 2018
Indicatore sintetico 2018 e schede per città
Open data

Per ogni Comune analizzato è possibile accedere alle serie annuali dei dati(*) di rendiconto oppure leggere la relazione sul bilancio consuntivo 2018, che contiene anche alcune informazioni demografiche e di contesto.
(*) Nel caso degli indicatori, i dati potrebbero non coincidere con quelli pubblicati dal Comune se è stata effettuata una correzione. Altre eventuali discordanze sono imputabili ad errori di trascrizione

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Rendiconto 2017

Nel 2017, è proseguito il percorso di risanamento delle finanze: il disavanzo complessivo dei 29 principali Comuni italiani è stato di 4,17 miliardi di euro (-3,5% rispetto al 2016), di cui 1,7 miliardi solo a Napoli; i debiti da finanziamento sono 17,2 miliardi (-2,7%). In crescita di 1,5% il patrimonio netto.
Ogni dipendente comunale costa mediamente 320 euro per cittadino, ma a Trieste diventano 495.
L’indebitamento pro-capite è maggiore a Torino (4.000 euro), Milano (3.054 euro), Salerno (2.698 euro), Napoli (2.693 euro), Reggio Calabria (2.675 euro) e Roma (2.120 euro, comprensivi del debito della gestione commissariale). In media è di 1.406 euro.
Il ritardo medio nel pagamento delle fatture commerciali è di 41 giorni (oltre il tetto massimo dei 30 previsti per legge), ma a Napoli i fornitori devono attendere 310 giorni, a Salerno 216 e a Catania 156.
La percentuale di riscossione delle entrate di natura tributaria, contributiva e perequativa (Titolo 1) è pari al 62% del valore accertato, in diminuzione di 3 punti rispetto al 2016.
La capacità di pagamento degli impegni di spesa per diritti sociali, politiche sociali e famiglia (Missione 12) è il 69%, con Napoli ferma al 34%.
Gli investimenti complessivi pro capite sono stati di 149 euro (14 in meno dello scorso anno), ma a Firenze hanno raggiunto i 324 euro.
L’Indicatore sintetico della capacità di amministrazione vede al primo posto Modena (+11,2), seguita da Rimini (+10,4) e Parma (+8,4). Cagliari, al quinto posto, è la prima città del mezzogiorno. Ai primi 9 posti ci sono 6 comuni dell’Emilia Romagna.  Agli ultimi posti Catania (-17,6), Reggio Calabria (-15,6) e Napoli (-13,1). Torino (-10,8 punti) è l’unica città del nord con punteggio fortemente negativo.
Rapporto completo 2017
Tavole e figure
Indicatore della capacità di amministrazione e schede per città

@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@

Rendiconto 2016


Sono stati confrontati gli indicatori di 29 Comuni capoluogo. La graduatoria vede al primo posto Rimini (+10,3), seguita da Parma (+9,8) e Reggio Emilia (+9,4). Ai primi 7 posti ci sono 6 comuni dell’Emilia Romagna. In terreno positivo solo due comuni del Sud, Taranto e Bari. Agli ultimi posti Napoli (-15,3), Catania (-15,1) e Reggio Calabria (-15). L’unica in negativo tra le citta del Nord è Torino, quartultima.
Rendiconto 2016: graduatoria, tavola riepilogativa e scheda per città

[1] Nota metodologica – Gli indicatori normalizzati sono stati sottoposti a un processo di validazione con i dati di bilancio e in alcuni casi, laddove necessario, sono stati rettificati. La standardizzazione si ottiene sottraendo dal valore dell’indicatore la media e dividendo per la deviazione standard. In questo modo si ottiene per ciascun indicatore, una distribuzione di punteggi con media 0 e deviazione standard pari a 1, in cui la somma dei punteggi positivi equivale alla somma di quelli negativi. Se l’indicatore indica una criticità il punteggio viene preso con il segno meno davanti. I punteggi standardizzati possono essere sommati tra loro, attribuendo ad ogni categoria la stessa importanza. Il totale dei punteggi standardizzati sintetizza la capacità di amministrazione di un Comune, in termini relativi rispetto agli altri.

Un blog per informare