Conti nazionali trimestrali

(aggiornato il 2 settembre 2022)

Fonte: Istat

Secondo trimestre 2022

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2021 e 2022 (valori percentuali)
2022T2_Pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2021 e 2022 (valori percentuali)
2022T2_Pil_f2

Nel secondo trimestre 2022 il Pil è cresciuto ben oltre ogni aspettativa (+1,1), tronando a un livello superiore a quello prepandemico di fine 2019.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di 2,5% (7,3% su base tendenziale), con il deflatore ancora in aumento (+1,3%), a causa soprattutto dei prezzi dei prodotti energetici importati.

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una netta ripresa dei consumi (+1,3%). In aumento anche gli investimenti (+0,4%) e tra questi, gli impianti, macchinari e mezzi di trasporto hanno contribuito per +0,1%, le abitazioni per +0,1 e gli altri immobili non residenziali per +0,1% . In flessione la domanda estera netta (-0,2%), imputabile esclusivamente alle importazioni. Negativo anche il contributo dovuto alle scorte (-0,3%).

L’analisi per branca produttrice evidenzia che il settore trainante sono stati i servizi (+0,65%), quasi interamente dovuto a commercio, trasporto, alloggio (+0,62%). Un contributo positivo è stato apportato anche dall’industria (+0,33%), e in particolare dall’industria in senso stretto (+0,24%), mentre sembra ridursi la spinta delle costruzioni (+0,09%), dopo gli ottimi risultati degli ultimi trimestri. Nullo il contributo dell’agricoltura.

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Primo trimestre 2022

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2021 e 2022 (valori percentuali)
2022T1_Pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2021 e 2022 (valori percentuali)
2022T1_Pil_f2a

Nel primo trimestre 2022 il Pil ha recuperato lo 0,1%, nonostante le conseguenze della invasione russa in Ucraina iniziata il 24 febbraio, con una revisione al rialzo di tre punti decimali rispetto alla stima flash (-0,2%).

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di 1,5%, con il deflatore in forte crescita (+1,4%), a causa soprattutto dei prezzi dei prodotti energetici importati.

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una flessione dei consumi (-0,4%) e della domanda estera netta (-0,2%), imputabile esclusivamente alle importazioni. In crescita gli investimenti (+0,8%) e tra questi, gli impianti, macchinari e mezzi di trasporto hanno contribuito per +0,3%, le abitazioni per +0,3 e gli altri immobili non residenziali per +0,2% . Nullo il contributo dovuto alle scorte.

L’analisi per branca produttrice evidenzia un contributo leggermente positivo per l’industria (+0,1%), trainata dalle costruzioni (+0,28%) che compensa la caduta dell’industria in senso stretto (-0,15%). Nullo l’apporto di agricoltura e servizi, in cui però si registra una crescita delle attività professionali e di supporto (+0,34%) e delle attività immobiliari (+0,16%) e un calo di commercio, trasporto, alloggio (-0,24%) e della pubblica amministrazione (-0,13%).

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Quarto trimestre 2021

Variazione del Pil del IVT-2021 rispetto al 2008 e al 2019 nei principali Paesi europei – (valori percentuali)
2021T4_pil_f0
Fonte: Eurostat

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T4_pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T4_pil_f2

Nel quarto trimestre 2021 il Pil (dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative) è aumentato di 0,6% (+6,2% sul quarto trimestre 2020).

Rispetto alla fine del 2019 (livello pre-Covid) resta ancora da recuperare lo 0,9% (quasi quanto la Germania) e solo la Spagna (-5,9%) fa peggio dell’Italia. L’Italia è anche l’unico paese (insieme alla Grecia) il cui Pil è ancora al di sotto del livello precedente la crisi finanziaria del 2008.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è rimasto invariato, con il deflatore negativo (-0,6%) a causa delle importazioni.

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una tenuta dei consumi (+0,1%) e una ripresa degli investimenti (+0,6%), con gli immobili che hanno contribuito per +0,3%. Scende  la domanda estera netta (-1,3%), interamente a causa delle importazioni. Il risultato positivo è quindi spiegato da un forte aumento delle scorte (+1,1% di contributo al Pil).

L’analisi per branca produttrice evidenzia l’aumento dei servizi (+0,24%), dove il settore trainante è quello delle attività immobiliari. In positivo anche l’industria (+0,24%), con la crescita soprattutto delle costruzioni e la tenuta dell’industria in senso stretto.

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Terzo trimestre 2021

Variazione del Pil del IIIT-2021 rispetto al 2008 e al 2019 nei principali Paesi europei – (valori percentuali)
2021T3_pil_f0
Fonte: Eurostat

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T3_pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2020 e  2021 (valori percentuali)
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Nel terzo trimestre 2021 il Pil (dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative) è aumentato del 2,6% (+3,9% sul terzo trimestre 2020).

Rispetto alla fine del 2019 (livello pre-Covid) resta ancora da recuperare l’1,2% (quasi quanto la Germania) e solo la Spagna (-5,9%) fa peggio dell’Italia. L’Italia è anche l’unico paese (insieme alla Grecia) il cui Pil è ancora al di sotto del livello precedente la crisi finanziaria del 2008.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è cresciuto del 2,7, con il deflatore leggermente positivo (+0,1%).

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una ulteriore ripresa dei consumi (+1,7%) e in misura minore degli investimenti (+0,3%), con gli impianti, macchinari e mezzi di trasporto che hanno contribuito per +0,2%. Sale anche la domanda estera netta (+0,5%), con le esportazioni (+1,1%) che prevalgono sulle importazioni (-0,6%). In leggera ripresa anche le scorte (+0,1% di contributo al Pil).

L’analisi per branca produttrice evidenzia l’aumento dei servizi (+2,2%), dove il settore trainante è quello del commercio, trasporto e alloggio (+1,6%). In positivo anche l’industria (+0,2%), con la crescita dell’industria in senso stretto e la tenuta delle costruzioni.

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Secondo trimestre 2021

Variazione del Pil del IIT-2021 rispetto al 2008 e al 2019 nei principali Paesi europei – (valori percentuali)2021T2_pil_f00
Fonte: Eurostat

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2020 e 2021 (valori percentuali)2021T2_pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T2_pil_f2

Nel secondo trimestre 2021 il Pil (dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative) è aumentato del 2,7% (+17,3% sul secondo trimestre 2020 caratterizzato dal lockdown).

Rispetto alla fine del 2019 (livello pre-Covid) resta ancora da recuperare il 3,8% (mezzo punto in più di Germania e Francia) e solo la Spagna (-6,8%) fa peggio dell’Italia. L’Italia è anche l’unico paese (insieme alla Grecia) il cui Pil è ancora al di sotto del livello precedente la crisi finanziaria del 2008.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è cresciuto del 3,7, con il deflatore ampiamente positivo (+1%).

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una forte ripresa dei consumi (+2,7%) e in misura minore degli investimenti (+0,5%), con gli impianti, macchinari e mezzi di trasporto che hanno contribuito per +0,2%. Sale anche la domanda estera netta (+0,3%), con le esportazioni (+1%) che prevalgono sulle importazioni (-0,7%). Fisiologica la riduzione delle scorte dopo gli aumenti dei trimestri precdenti (-0,8% di contributo al Pil).

L’analisi per branca produttrice evidenzia la ripresa dei servizi (+1,9%), dove il settore trainante è quello del commercio, trasporto e alloggio (+1,4%). In positivo anche l’industria (+0,4%), con la crescita sia dell’industria in senso stretto sia delle costruzioni.

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Primo trimestre 2021

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T1_pil_f1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2020 e 2021 (valori percentuali)
2021T1_pil_f2

Nel primo trimestre 2021 il Pil ha recuperato lo 0,1%, nonostante siano proseguite le restrizioni alle attività economiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria, con una revisione al rialzo di mezzo punto percentuale rispetto alla stima flash (-0,4%).

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è risultato invariato, con il deflatore leggermente negativo (-0,1%).

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una flessione dei consumi (-0,8%) e della domanda estera netta (-0,7%), imputabile esclusivamente alle importazioni. In crescita gli investimenti (+0,7%) e tra questi, gli impianti, macchinari e mezzi di trasporto hanno contribuito per +0,3%, le abitazioni per +0,2 e gli altri immobili non residenziali per +0,2% . Il risultato positivo è quindi in gran parte dovuto all’aumento delle scorte (+0,9% di contributo al Pil), che si rifletterà sui trimestri successivi.

L’analisi per branca produttrice evidenzia un contributo negativo per i servizi (-0,3%), dove il settore più penalizzato è ancora quello del commercio, trasporto e alloggio (-0,4%). In positivo l’agricoltura (+0,1%) e l’industria (+0,4%), equamente divisi tra industria in senso stretto e costruzioni.

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Conti nazionali trimestrali 2020

Conti nazionali trimestrali 2019

Conti nazionali trimestrali 2018

Conti nazionali trimestrali 2017

Conti nazionali trimestrali 2016

 

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