Conti nazionali trimestrali

(aggiornato il 1 settembre 2017)

Fonte: Istat

Secondo trimestre 2017

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2016 e  2017 (valori percentuali)
2017_Pil_T2_fig1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2016 e  2017 (valori percentuali)
2017_Pil_T2_fig2

Nel secondo trimestre 2017 il Pil è aumentato di 0,4%, con una variazione tendenziale  di +1,5% e acquisita per il 2017 di 1,2%.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è invece aumentato di 0,6%, con una variazione acquisita di 1,1%.

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

Il deflatore del Pil, che misura quanta variazione nominale è dovuta ai prezzi è aumentato di 0,3%, ma il dato acquisito per il 2017 è ancora negativo (-0,1%).

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento nel secondo trimestre 2017 di +0,1% ciascuno per consumi,  investimenti e scorte di magazzino, mentre la domanda estera netta è leggermente negativa.
E’ stata rivista la composizione del primo trimestre, a seguito di una rivalutazione di 1,3 miliardi di euro per le esportazioni.

L’analisi per branca produttrice mostra un contributo positivo di +0,2% per i servizi (di cui +0,08% per attività immobiliari) e di +0,1% per l’industria (con un +0,15% per l’industria in senso stretto mentre restano al palo le costruzioni); leggermente negativo il contributo dell’agricoltura.

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Primo trimestre 2017

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2016 e  2017 (valori percentuali)
2017_Pil_T1_fig1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2016 e  2017 (valori percentuali)
2017_Pil_T1_fig2

Nel primo trimestre 2017 il Pil è aumentato di 0,4%, con una variazione tendenziale  di +1.2%.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è invece diminuito di 0,1% .

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

Il deflatore del Pil, che misura quanta variazione nominale è dovuta ai prezzi è sceso di 0,6%, nonostante l’aumento del deflatore dei consumi delle famiglie (+0,7%). 

In particolare, gli investimenti fissi lordi sono diminuiti del 2,4% a prezzi correnti (i macchinari, attrezzature e prodotti vari -5,8%), un valore che si riduce a -0,8% (-2,2% per macchinari ecc.) in termini reali, per via del fatto che il deflatore di macchinari è sceso del 3,8%.

Ipotizzando un deflatore nullo per macchinari, attrezzature e prodotti, il Pil a prezzi costanti risulterebbe approssimativamente inferiore di 3 decimi di punto.
 

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento nel primo trimestre 2017 di +0,4% dei consumi, compensato da una diminuzione di investimenti (-0,1%) e della domanda estera netta (-0,3%). Il contributo delle scorte di magazzino è stato di +0,4%, proprio quanto la crescita del Pil.

L’analisi per branca produttrice mostra un contributo positivo di +0,4% per i servizi (di cui +0,15% per commercio, trasporto e alloggio e +0,11% per attività professionale e di supporto) e di +0,1% per l’agricoltura, mentre è risultata negativa l’industria(-0,1%).

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Quarto trimestre 2016

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2015 e  2016 (valori percentuali)
2016_Pil_T4_fig1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2015 e  2016 (valori percentuali)
2016_Pil_T4_fig2

Nel quarto trimestre 2016 il Pil è aumentato di 0,2%, con una variazione tendenziale e media annua entrambe di 1%.

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, ha fatto invece registrare una variazione tendenziale +1,7% e media annua di +1,8%.

In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento nel quarto trimestre di +0,2% per consumi e investimenti, nulla per la domanda estera netta e negativa di 0,2% per le scorte di magazzino.

L’analisi per branca produttrice mostra un contributo positivo di +0,2% dell’industria e negativo per l’agricoltura (-0,1%).

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Terzo trimestre 2016

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2015 e  2016 (valori percentuali)
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Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2015 e  2016 (valori percentuali)
2016_pil_t3_fig2

Nel terzo trimestre 2016 il Pil è aumento di 0,3%, con una variazione acquisita di 0,9% sull’anno (l’obiettivo di crescita 2016 previsto nella Nota di aggiornamento al Def è stato fissato a 0,8%) .

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, ha fatto invece registrare una variazione cumulata di +2% e acquisita  nell’anno di +1,8%.

Il deflatore del Pil (la variazione dei prezzi dell’intera economia) ha una variazione cumulata nei primi 9 mesi di +1,1%, come effetto combinato del deflatore dei consumi (invariato), degli investimenti (+0,6%, di cui +1,9% per i mezzi di trasporto ), delle esportazioni (-1%) e delle importazioni (-4%).

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento nel terzo trimestre di +0,1% per ciascuna componente della domanda interna (consumi, investimenti e scorte di magazzino), mentre scende  per la sola domanda estera netta (-0,1%).

L’analisi per branca produttrice mostra un contributo positivo di +0,2% dell’industria e di +0,1% dei servizi.

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Secondo trimestre 2016

Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2015 e  secondo trimestre 2016 (valori percentuali)
2016_Pil_T2_fig1

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2015 e  secondo trimestre 2016 (valori percentuali)
2016_Pil_T2_fig2

Nel secondo trimestre 2016 il Pil è rimasto invariato, facendo registrare una variazione acquisita di 0,7% sull’anno. Per raggiungere l’obiettivo di crescita dell’1,2 previsto nel Def, nella seconda metà dell’anno il Pil  dovrebbe crescere a un tasso di 0,5% a trimestre, senza tener conto delle correzioni per gli effetti di calendario .

Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, ha fatto invece registrare una variazione cumulata nel primo semestre di +2,2% e acquisita  nell’anno di +1,6%.

La buona performance in termini nominali è dovuta a un aumento del deflatore del Pil (la variazione dei prezzi dell’intera economia) superiore alle aspettative.  La variazione cumulata nel primo semestre è infatti pari a +1,3%, come effetto combinato del deflatore dei consumi (invariato), degli investimenti (+0,7%, di cui +2,8% per i mezzi di trasporto ), delle esportazioni (-1,2%) e delle importazioni (-4,7%).

La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un fattore positivo per la sola domanda estera netta (+0,2%), con consumi, investimenti e scorte di magazzino che spingono, invece, verso il basso. Rispetto ai trimestri precedenti appare particolarmente rilevante la flessione dei consumi.

L’analisi per branca produttrice mostra un contributo positivo dei servizi (+0,1%, grazie al settore del Commercio, trasporti, alloggi) che compensano l’apporto negativo dell’industria in senso stretto.

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