Archivi categoria: Finanza pubblica

Per tagliare il debito non c’è solo l’austerità

di Franco Mostacci
pubblicato su Il Fatto Quotidiano (11 marzo 2015, pag. 14)

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Il debito pubblico italiano è aumentato nel solo 2014 di 66 miliardi di euro, toccando quota 2.135 miliardi. Nel 2015 il Governo prevede che cresca di altri 50 miliardi, con una spesa per interessi di 74 miliardi. Il peso del debito pubblico, pur se ancora sostenibile in termini di liquidità e solvibilità, da anni limita fortemente la crescita.

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Gli swap escono dal deficit e salvano l’ITALIA

di Monica Montella e Franco Mostacci
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Molto si è detto sul miglioramento dei conti pubblici per effetto della rivalutazione del PIL  (investimenti in ricerca e sviluppo, economia illegale ecc.) poco si è parlato, però della contestuale riduzione della spesa per interessi, dovuta in gran parte all’esclusione dei contratti di swap e di forward rate agreement (FRA),  e del suo impatto sul calcolo dell’indebitamento netto. Continua a leggere

Fact checking 2013: quanto sono affidabili le previsioni del Governo?

di Franco Mostacci
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All’inizio di aprile, con il Documento di Economia e Finanza, è stato diffuso il Programma di Stabilità, che oltre a tracciare un consuntivo dell’anno appena trascorso, offre una previsione dell’andamento macroeconomico e dei saldi di finanza pubblica dal 2014 al 2018. A distanza di alcuni giorni, sono stati resi noti da Eurostat i dati della procedura per deficit eccessivi. All’esito del fact checking si conferma, anche nel 2013, uno scostamento per i principali aggregati, tra i dati di preventivo e quelli di consuntivo. Continua a leggere

La regola del debito e il disavanzo strutturale tra falsi miti e realtà

(versione PDF)
di Franco Mostacci

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Secondo un’opinione diffusa, per adempiere al Fiscal Compact, l’Italia dovrà ridurre nel 2015 di oltre 50 miliardi il livello del proprio debito pubblico, con costi insostenibili per la società[1].

Fortunatamente, le cose al momento non stanno esattamente in questi termini. Continua a leggere

I tassi di interesse sul debito pubblico corrodono l’economia italiana

di Monica Montella e Franco Mostacci
pubblicato su Scenari economici

In Italia si pagano i tassi di interesse sul debito pubblico fra i più alti in Europa. Se a questo aggiungiamo il livello dello stock di debito pubblico, che ha superato abbondantemente i 2.000 miliardi di euro,  ecco spiegato il motivo per il quale la spesa per interessi passivi è di circa 100 miliardi di euro l’anno.  Una cifra molto elevata che soffoca qualsiasi prospettiva di rilancio dell’economia come abbiamo visto in un articolo precedente. Continua a leggere

Gli effetti negativi dei fattori del debito pubblico sulla vita reale

di Monica Montella e Franco Mostacci
pubblicato su Scenari economici

Di solito si associa la crescita del debito pubblico all’incremento degli interessi passivi, ma questa è una verità parziale perchè l’accumulazione del debito pubblico dipende da due fattori: l’indebitamento netto (o saldo del conto economico consolidato della pubblica amministrazione) e il raccordo disavanzo-debito (o saldo dei flussi finanziari). Continua a leggere

Il debito pubblico e i fattori che lo determinano

a cura di Monica Montella e Franco Mostacci
pubblicato su Scenari Economici

La dimensione del debito pubblico italiano, causato principalmente dall’elevata spesa per interessi, sta soffocando ogni prospettiva di crescita economica con ripercussioni devastanti anche sullo stato sociale. Prima che si arrivi ad un punto di non ritorno, il Governo dovrebbe attivare strumenti di politica economica tali da ricondurre lo stock di debito pubblico entro livelli di sostenibilità. Il timore di default dei debiti sovrani di alcuni Paesi, ha indotto l’Europa a definire rigidamente la sostenibilità del debito pubblico innescando un meccanismo di vincoli alla spesa pubblica che impediscono il rilancio della crescita economica. Continua a leggere

Previsioni di finanza pubblica nell’UEM: governi al fact checking

a cura di Monica Montella, Franco Mostacci
pubblicato su Scenari Economici

In primavera, con la trasmissione alla Commissione Europea dei dati di finanza pubblica e dei documenti previsti dal semestre europeo, i Paesi dell’Unione Europea hanno stilato un primo consuntivo dell’anno appena trascorso e hanno esplicitato i loro obiettivi per il 2013. Nel 2012 si è avuto uno scostamento, tra il preventivo e il consuntivo, nei livelli dei principali aggregati di finanza pubblica, intaccando la credibilità dei Governi dell’area UE. C’è da temere che anche nel 2013 l’accuratezza delle previsioni possa essere negativamente influenzata dalla recessione. Continua a leggere