(aggiornato il 5 dicembre 2025)
Fonte: Istat
Terzo trimestre 2025
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Leggera ripresa per il Pil del terzo trimestre 2025 che aumenta di 0,1%, con una variazione acquisita che consente di guardare con fiducia all’obiettivo annuale di +0,5% fissato nel Documento proframmatico di finanza pubblica (Dpfp).
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di +0,5%, con il deflatore a +0,4%, che certifica un rallentamento dell’aumento dei prezzi.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra una crescita di +0,1% degli investimenti e dei consumi sia privati che pubblici e più consistente per la domanda estera netta, imputabile a un aumento delle esportazioni (+0,79%) maggiore di quello delle importazioni (-0,34%). Il contributo dovuto alle scorte ampiamente negativo (-0,6%) ha contenuto la crescita del Pil.
L’analisi per branca produttrice evidenzia una diminuzione dovuta all’industria, ascrivibile in prevalenza all’industria in senso stretto (-0,05%) e, in misura marginale, alle costruzioni (-0,01%). Tra i Servizi , aumentano
il settore del commercio, trasporti e alloggi (+0,07%) e le attività finanziarie e assicurative (+0,04). Quasi invariata l’agricoltura (+0,01%).
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Secondo trimestre 2025
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Gelata per il Pil del secondo trimestre 2025 che arretra di 0,1%, con una variazione acquisita di +0,5%, a fronte di un obiettivo annuale di +0,6% fissato dal Dfp.
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di +0,9%, con il deflatore di +1%.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento degli investimenti (+0,2%), mentre restano stazionari i consumi sia privati che pubblici e la domanda estera netta segna un calo importante, imputabile a un calo delle esportazioni (-0,55%) e un aumento delle importazioni (-0,12%). Il contributo dovuto alle scorte ampiamente positivo (+0,4%) ha contenuto la flessione del Pil.
L’analisi per branca produttrice evidenzia una diminuzione dovuta esclusivamente all’industria, ascrivibile in prevalenza all’industria in senso stretto (-0,12%), mentre si salvano le costruzioni (+0,05%). Tra i Servizi , sono in live calo le attività finanziarie e assicurative (-0,02%) e il settore del commercio, trasporti e alloggi (-0,01%) e si avvantaggiano le attività professionali e di supporto (+0,04). Quasi invariata l’agricoltura (-0,01%).
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Primo trimestre 2025
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2024 e 2025 (valori percentuali)

Buon avvio di anno per il Pil che nel primo trimestre 2025 è cresciuto di 0,3%, con una variazione acquisita di +0,5%, a fronte di un obiettivo annuale di +0,6% fissato dal Dfp.
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di +0,5%, con il deflatore di appena +0,2%.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento degli investimenti (+0,3%), dei consumi privati (+0,1%) e della domanda estera netta (+0,1%), imputabile a un aumento delle esportazioni più sostenuto rispetto alle importazioni. Il contributo dovuto alle scorte è negativo (-0,3%).
L’analisi per branca produttrice evidenzia una crescita dovuta esclusivamente all’industria, ascrivibile in prevalenza all’industria in senso stretto (+0,18%), ma anche alle costruzioni (+0,08%). In leggero calo i Servizi , tra cui le attività immobiliari (-0,11%), le attività finanziarie e assicurative (-0,6%) e il settore del commercio, trasporti e alloggi (-0,05%). Quasi invariata l’agricoltura (+0,02%).
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Quarto trimestre 2024
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2023 e 2024 (valori percentuali)

Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2023 e 2024 (valori percentuali)

Pil in lieve aumento nel quarto trimestre 2024 (+0,1%), a conferma della non favorevole comgiuntura. La variazione annuale è di +0,5% (dati destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario), che diviene +0,7% per i 4 giorni lavorativi in più del 2024, al di sotto dell’obiettivo annuale di +1% fissato nel Piano strutturale di bilancio dello scorso settembre.
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di 0,9% rispetto al trimestre precedente, ma è dovuto per lo più all’aumento del deflatore (+0,7%).
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento soprattutto del contributo imputabile agli investimenti (+0,4%) e ai consumi (+0,1%), con la variazione delle scorte negativa (-0,4%), mentre la domanda estera netta quasi nulla, con un ‘aumento delle importazioni di poco superiore al calo delle esportazioni.
L’analisi per branca produttrice fa registrare un leggero calo dei Servizi (-0,04), con il settore del commercio, trasporti e alloggi invariato. Recupera
l’industria in senso stretto (+0,13%) e un contributo appena positivo è ancora ascrivibile alle costruzioni (+0,06%) mentre resta ininfluente l’agricoltura.
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Terzo trimestre 2024
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Pil in frenata nel terzo trimestre 2024, a conferma della non favorevole comgiuntura. La variazione acquisita è di +0,5% e l’obiettivo annuale di +1% fissato nel Def e confermato nel Piano strutturale di bilancio dello scorso settembre appare irraggiungibile.
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di 0,7% rispetto al trimestre precedente, ma è dovuto solo all’aumento del deflatore (+0,8%), mentre il Pil reale è rimasto invariato.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento soprattutto del contributo imputabile ai consumi (+0,8%) e alle scorte (+0,1%), con gli investimenti negativi (-0,3%), come anche la domanda estera netta che cede lo 0,6%, dovuto in parti uguali all’aumento delle importazioni e al calo delle esportazioni.
L’analisi per branca produttrice fa registrare una crescita moderata dei Servizi (+0,12), trainata dal settore del commercio, trasporti e alloggi (+0,29%). Un contributo appena positivo è ancora ascrivibile alle costruzioni (+0,02%) mentre scende l’industria in senso stretto (-0,17%), con l’agricoltura ininfluente.
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Secondo trimestre 2024
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Nonostante il risultato positivo, l’aumento del Pil nel secondo trimestre 2024, mostra segnali poco incoraggianti. La variazione acquisita è di +0,6% e non è sicuramente compromesso l’obiettivo annuale di +1% fissato dal Def.
Desta però preoccupazione il calo del Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, che è sceso di -0,4% rispetto al trimestre precedente.
Il lieve aumento del Pil reale (+0,2%), è dovuto quindi solo alla diminuzione del deflatore che è sceso di mezzo punto percentuale, causato in particolare dalla riduzione di 2,1% dei prezzi dei beni e servizi acquistati dalla pubblica amministrazione e di 0,8% dell’acquisto di abitazioni.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra poi un aumento soprattutto del contributo imputabile alle scorte (+0,4%), con gli investimenti appena positivi (+0,1%), i consumi invariati e la domanda estera netta che cede lo 0,3%, con le esportazioni in forte calo (-0,5%).
L’analisi per branca produttrice evidenzia una crescita in prevalenza dovuta ai Servizi (+0,3), tra cui il settore del commercio, trasporti e alloggi (+0,1%) e le attività immobiliari (+0,1%). Un contributo appena positivo è ancora ascrivibile alle costruzioni (+0,03%) mentre scende l’industria in senso stretto (-0,13%), come in lieve calo è anche l’agricoltura (-0,03%).
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Primo trimestre 2024
Contributi alla variazione del Pil per aggregato macroeconomico – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Contributi alla variazione del Pil per branca di produzione – 2023 e 2024 (valori percentuali)
Buon avvio di anno per il Pil che nel primo trimestre 2024 è cresciuto di 0,3%, con una variazione acquisita già di +0,6%, a fronte di un obiettivo annuale di +1% fissato dal Def.
Il Pil nominale, quello che viene preso a riferimento per i rapporti fondamentali sui conti pubblici, è aumentato di +1%, con il deflatore in rallentamento a +0,7%.
In entrambi i casi si parla di serie destagionalizzate e corrette per il numero di giornate lavorative.
La scomposizione della crescita tra gli aggregati macroeconomici, mostra un aumento dei consumi privati (+0,2%), degli investimenti (+0,2%), ma soprattutto della domanda estera netta (+0,7%), imputabile a un calo delle importazioni maggiore dell’aumento delle esportazioni. Il contributo dovuto alle scorte è negativo (-0,7%).
L’analisi per branca produttrice evidenzia una crescita in prevalenza imputabile ai Servizi (+0,2), tra cui le attività finanziarie e assicurative (+0,1%) e le altre attività (+0,1%), mentre è in lieve calo il settore del commercio, trasporti e alloggi. Un contributo positivo è ancora ascrivibile alle costruzioni (+0,15%) mentre scende l’industria in senso stretto (-0,06%). Poco sopra lo zero anche l’agricoltura (+0,06%).
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Conti nazionali trimestrali 2023
Conti nazionali trimestrali 2022
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Conti nazionali trimestrali 2020
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