(aggiornato il 26 ottobre 2025)
Fonte: Eurostat
Con la diffusione dei dati della procedura per deficit eccessivi (PDE) e l’aggiornamento del database Eurostat dei conti economici nazionali è possibile tracciare (ad aprile) un bilancio consuntivo dell’anno appena trascorso o valutare (ad ottobre) il quadro macroeconomico previsionale per l’anno in corso, verificando lo scostamento rispetto alle previsioni delle principali determinanti della finanza pubblica nell’area dell’Euro.
Previsioni 2025 (settembre) e 2026
Documento programmatico di bilancio – previsioni di crescita nei principali Paesi dell’Eurozona 2025-2026 – (valori percentuali)

Quadro macroeconomico previsionale nei principali Paesi dell’Eurozona – 2025 – (milioni di euro e valori percentuali)

Quadro previsionale riassuntivo dell’Eurozona 2024-2025 – (milioni di euro e valori percentuali)

Con l’aggiornamento delle previsioni per il 2025, notificate a Eurostat il 30 settembre scorso e la trasmissione alla Commissione del Quadro programmatico di bilancio 2026, avvenuta il 15 ottobre, si delinea il quadro macroeconomico e dei conti pubblici nell’Eurozona per l’anno in corso e per il successivo.
Nel 2025, il Pil reale dell’eurozona dovrebbe aumentare di 1,1%, consolidando la crescita di 0,9% dell’anno precedente. L’economia più dinamica è quella dell’Irlanda (+10,8%), che nel primo trimestre ha fatto registrare un forte aumento delle esportazioni verso gli Usa, soprattutto nel settore farmaceutico, per anticipare l’introduzione annunciata dei dazi commerciali. Buone performance si continuano a registrare in Spagna (+2,6%),
Grecia (+2,2%) e Portogallo (+1,8%). Ben al di sotto della media l’Italia (+0,5%), che fa meglio solo di Germania (invariata) e Austria (-0,3%).
Il prossimo anno, l’eurozona dovrebbe crescere di +1,2%, con una buona ripresa della Germania (+1%), mentre l’Italia sarà ultima tra i principali Paesi dell’Eurozona con +0,7%.
Nel 2025, il disavanzo primario si mantiene sopra i 200 miliardi (40 in più del 2024), quasi tutti a carico di Francia e Germania, mentre l’Italia consolida il proprio avanzo.
La spesa per interessi (309 miliardi) è ancora in aumento, scontando l’aumento dei tassi Bce del 2022-2023, con l’onere maggiore che ricade sull’Italia (88 miliardi).
Il rapporto deficit/Pil peggiora a -3,3%, con numerosi Paesi sotto procedura di infrazione, essendo terminata a inizio 2024 la clausola di salvaguardia attivata nel 2020 per l’emergenza Covid.
I flussi finanziari (raccordo disavanzo-debito) sono negativi per 164 miliardi di euro (di cui 42 in Italia per effetto del Superbonus che ora grava in termini di cassa sul debito) e il debito pubblico supera i 14 mila miliardi di euro, in aumento rispetto al Pil nominale (89,8%).
Rispetto alle stime di aprile, il quadro macroeconomico dell’eurozona vede un lieve peggioramento dei parametri fondamentali di finanza pubblica, anche se si registra un andamento più dinamico del Pil nominale, frutto anche delle revisioni delle stime effettuate lo scorso settembre.
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Previsioni 2025 (aprile)
Quadro macroeconomico previsionale nei principali Paesi dell’Eurozona – 2025 – (milioni di euro e valori percentuali)

Nel 2025 il Pil nominale dell’eurozona dovrebbe aumentare del 3,4%, ma solo lo 0,9% sarà la crescita reale, mentre la restante parte è dovuta all’aumento dei prezzi. Tra i principali Paesi, a crescere maggiormente saranno
Irlanda (+6,8%), Spagna (+5,5%), e Paesi Bassi (+5,5%). La crescita nominale dell’Italia (+2,9%, di cui 0,6% reale) dovrebbe essere superiore a Germania e Francia.
Il disavanzo primario è di 171 miliardi di euro (sono stati 181 nel 2024) e la spesa per interessi risale a 315 miliardi, il valore più alto dal 2011, nonostante i tassi Bce abbiano ripreso a scendere lo scorso anno (nel 2023 avevano raggiunto il 4,5%). Il rapporto deficit/Pil è stabile a -3,1%, con Francia, Belgio, Austria e Italia ancora sopra il 3% e quindi in procedura di infrazione per deficit eccessivo. Il debito pubblico al lordo degli aiuti tra Paesi, supera i 14 trilioni di euro, quasi il 90% del Pil.
Consuntivo 2024
L’andamento del Pil reale nell’area dell’Euro – Anno 2024 (variazioni percentuali)

Nel 2024 l’aumento del Pil nell’area Euro è stato di 0,9%, con la Germania in flessione di -0,2% e l’Austria di -1,2%. Tra i Paesi più rilevanti la Spagna cresce di 3,2% e la Francia (+1,2%) fa meglio dell’Italia (+0,7%).
Scomposizione della variazione del debito pubblico dell’Unione Monetaria Europea – Anni 2011-2025 (valori percentuali)

Nel 2024, al lordo degli aiuti internazionali concessi ai paesi dell’area che ammontano a 217 miliardi di euro, il debito pubblico per i 20 Paesi dell’Uem è stato di 13.258 miliardi di euro, in aumento di 504 miliardi rispetto al 2023.
Il percorso di riduzione rispetto al Pil si è interrotto, con il rapporto fermo a 88,9%.
L’effetto ‘snow ball’, che incorpora la spesa per interessi nominali, l’inflazione e la crescita reale è sceso di 1,4 punti. Il disavanzo primario ha contribuito per 1,2 punti mentre il raccordo disavanzo/debito per 0,2 punti.
Nel 2025 dovrebbe tornare a crescere il debito rispetto al Pil, per l’aumento del disavanzo primario e del raccordo disavanzo/debito superiore alla riduzione dello snow ball.
Esposizione in strumenti finanziari derivati nell’Unione Monetaria Europea – Anni 2011-2023 (milioni di euro)

L’esposizione in strumenti finanziari derivati nell’Euroarea riguarda quasi esclusivamente l’Italia, che nel periodo 2011-2024 ha corrisposto pagamenti per 35,3 miliardi e altre passività per 13,2 miliardi, per un totale di 48,5 miliardi di euro. L’esborso si è congelato nell’ultimo triennio, per l’aumento dei tassi di interesse che hanno reso meno onerosi gli swap. L’Italia non ne ha tratto alcun beneficio perchè parallelamente è aumentata la spesa per interessi. In misura minore sono interessati la Germania (18,5 miliardi di euro), la Finlandia (5,8 miliardi), l’Austria (5,2 miliardi), e la Spagna (2,7 miliardi). Da notare che alcuni Stati dell’Unione monetaria hanno ricavato un rendimento dalla gestione dei derivati, in particolare i Paesi Bassi (27 miliardi di euro).
Confronto previsioni e consuntivo
Differenza tra stima iniziale e dato finale del Pil nominale (*) nei principali Paesi dell’Euroarea – Anni 2008-2023 (valori percentuali)

La previsione iniziale per il 2024 (notifica EDP di aprile 2024, integrata dalle previsioni di primavera della Commissione europea) è stata rivista in miglioramento di 1,3%, con tutti i Paesi (ad eccezione di Finlandi e Austria) che erano stati più prudenti nel valutare l’aumento, viste le incertezze del quadro internazionale.
Nel periodo 2008-2024 si è avuta mediamente una revisione al rialzo delle stime del Pil nominale di 1%, con performance peggiori per Grecia (-2%), Finlandia (-0,6%) e Spagna (-0,5%). Solo per l’Irlanda (+5,8%) i risultati a consuntivo sono stati nettamente migliori.
Per l’Italia, fino al 2014 le previsoni erano soprastimate rispetto al consuntivo, ma dal 2015 in poi la tendenza si è invertita, preferendo una maggiore cautela iniziale.
Saldo primario in rapporto al Pil nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

Nel 2024, il saldo primario nell’Uem è stato negativo (-1,2%); i maggiori disavanzi si sono avuti in Francia (-3,7%) e Austria (-3,2%), con pochi Paesi in avanzo. Le previsioni per il 2025 indicano un miglioramento (-1,1%), imputabile principalmente all’Italia (da +0,4% a +0,7%), Germania e Francia.
Indebitamento in rapporto al Pil nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

L’indebitamento è risultato pari a 3,1% del Pil, cone la previsione iniziale. Alcuni Paesi dell’Uem e tra questi Francia, Austria, Belgio, Finlandia, Italia e Spagna hanno fatto registrare nel 2024 valori superiori alla soglia del 3% e per essi è stata aperta la procedura per deficit eccessivi. Nel 2025 l’indebitamento netto rimarrà invariato, con una riduzione nei Paesi in cui è superiore al 3%, fatta eccezione per il Belgio.
Raccordo disavanzo-debito in rapporto al Pil nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

Per l’eurozona nel suo complesso il raccordo disavanzo-debito è stato positivo nel 2024 (+0,2% del Pil) e dovrebbe consolidarsi nel 2025 (+0,6%, circa 93 miliardi). Le differenze tra i Paesi sono notevoli: mentre la Germania ha ridotto nel 2024 la sua posizione debitoria di 28 miliardi per i flussi finanziari, non ricompresi nel calcolo dell’indebitamento, altri Paesi (tra cui l’Italia) hanno sperimentato l’effetto opposto.
Per l’Italia ha inciso in misura rilevante il disallineamento tra competenza (deficit) e cassa (debito), sempre in conseguenza della riclassificazione dei crediti fiscali.
Debito pubblico in rapporto al Pil nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

Il debito pubblico dell’eurozona, al lordo dei finanziamenti tra Paesi (partecipazione ai fondi salva-Stati), nel 2024 è stabile al 88,9%, essendo venuto meno l’effetto inflazione che agisce sul Pil nominale. L’Italia (135,3%) ha il secondo maggior debito dopo la Grecia (153,6%). Nel 2025 il rapporto debito/Pil dovrebbe aumentare (89,6%), con situazioni difformi da Paese a Paese.
Tasso di interesse implicito(*) nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

Il tasso medio di interesse sul debito pubblico nel 2024 è risalito al 2,2% nell’eurozona, in conseguenza dell’aumento dei tassi di riferimento Bce nel 2022-2023 e dovrebbe crescere a 2,3% anche nel 2025. Tutti i Paesi hanno beneficiato in questi anni della riduzione dei tassi di interesse (era il 4,7% nel 2008), ma l’Italia (3%) mostra il valore più alto in assoluto, dovuto alle emissioni di titoli di Stato poliennali effettuate in passato a tassi di interesse molto elevati rispetto ai livelli attuali. Ciò comporta un aggravio di spesa annuale per interessi, maggiore di quello sopportato da altri Paesi.
Investimenti in rapporto al Pil nei principali Paesi dell’Eurozona – 2024 (previsione e consuntivo) e 2025 (previsione) – (valori percentuali)

Nel 2024, è aumentata al 3,4% del Pil la spesa per investimenti pubblici dell’eurozona, con un’ulteriore crescita al 3,6% prevista per il 2025, ai valori massimi della serie storica. L’Italia è in linea con la media europea, grazie soprattutto all’effetto del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che si avvale del finanziamento straordinario del Recovery Fund (sovvenzioni e prestiti). Ben maggiore la spinta degli investimenti pubblici in Finlandia e Francia, stabilmente sopra il 4%.
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